Che fine ha fatto Michael J. Fox?

29 febbraio 2016 ore 13:26, intelligo
di Anna Paratore

Negli anni ’80 è stato il ragazzo d’oro del cinema americano e chiunque gli avrebbe predetto una carriera piena di successi e molto, molto lunga. Ma Michael J.Fox  non è stato fortunato per troppo tempo. Ha avuto sì tanto successo ma poi il destino ha mandato sulla sua strada qualcosa di inaspettato e di terribile.
Michael Andrew Fox nasce a Edmonton in Canada il 6 giugno del 1961.  La sua è una famiglia della media borghesia, con mamma impiegata e papà poliziotto, e probabilmente Michael finirebbe a fare il mestiere di suo padre se sua madre non avesse una vera e propria passione per il teatro e il cinema e non fosse un’attrice dilettante.  E’ lei a trasferire la passione a suo figlio, tanto che già a 15 anni Michael lavora per una serie televisiva canadese.  E’ bravo, le cose vanno bene e viene notato da un agente. Arriva qualche discreta offerta di lavoro e quando ha 18 anni Michael si trasferisce a Los Angeles. Cambia nome, da Michael A. Fox diventa  Michael J.Fox. 
E’ il 1982 quando la carriera di Michael decolla con una serie televisiva che diventerà famosa in tutto il mondo: Casa Keaton. Si tratta delle avventure di una famiglia americana composta da mamma e papà democratici convinti con qualche reminiscenza da “figli dei fiori”, e da tre figli,  il 17enne  Alex, conservatore e maniaco per borsa e finanza, amante della razionalità, dell'economia e di Ronald Reagan - parte interpretata appunto da Michael – una sorella  Mallory, tutta abiti e centri commerciali, e Jennifer, una sorellina minore e tranquilla.  La serie non è molto diversa da tante altre in programmazione in quegli anni, ma la capacità degli sceneggiatori e l’alchimia di un cast che risulterà perfetto, ne farà una sorta di cult destinato a resistere nel tempo. Ben presto, Alex si afferma come la stella della serie. E’ davvero bravo, ed è anche simpatico. Piace perfino alle ragazze sebbene non sia un adone, ma anzi risulti piuttosto basso con il suo metro e 61 di altezza.
Nel 1985, sulla scia del successo di Casa Keaton, Michael viene notato dal regista Robert Zemeckis che lo scrittura per il ruolo di Marty McFly, nel fortunato film Ritorno al futuro (prodotto, tra l'altro, da Steven Spielberg). Seguono le brillanti commedie Voglia di vincere e  Il segreto del mio successo. Tra una commedia e un’altra gira anche il drammatico Vittime di Guerra, di Brian de Palma, dove sul set lui e l’altro protagonista, Sean Penn non vanno troppo d’accordo. Alla fine delle riprese, Michael lascia a Sean un biglietto di saluto che dice: “lavorare con te non è stato un piacere, ma è stato sicuramente un onore”. Nascono in quel periodo altri grandi successi di Michael, la serie televisiva Spin City, dove interpreta il vanitoso ma efficiente vicesindaco della città e, in contemporanea, le pellicole Ritorno al futuro Parte II (1989) e Ritorno al futuro Parte III , sempre per la regia di Robert Zemeckis (1990). 
E’ il 1991 e Michael sta girando Doc Hollywood  quando comincia ad avvertire strani malesseri. Soprattutto, si accorge che gli tremano le dita delle mani senza che lui riesca a controllarle. Dopo approfonditi accertamenti arriva una diagnosi terribile, si tratta del Morbo di Parkinson che, nel suo caso, si è manifestato come raramente avviene in un uomo giovane, di appena 30 anni. Comincia per Michael J. Fox una lunga ed estenuante battaglia contro la malattia. All’inizio, l’attore fa di tutto per nascondere la sua condizione, ma dovrà sospendere alcuni lavori intrapresi quando i sintomi del Parkinson diventeranno più evidenti, tanto che nel 1998 ne parlerà pubblicamente. In quel periodo pubblicherà anche un libro autobiografico, intitolato Lucky Man (Uomo fortunato), dove racconta appunto della sua malattia.
Da quel momento l’attore ha iniziato una vera e propria battaglia a favore delle cellule staminali, fondando anche un’associazione la Michael J. Fox Foundation for Parkinson's Research.  E sebbene i sintomi debilitanti e difficili da controllare della malattia non gli diano tregua, Michael non ha disdegnato qualche piccolo impegno lavorativo come alcuni camei in serie televisive famose almeno fino a quando dal 2010 Michael J. Fox ha iniziato a recitare nel cast del telefilm The Good Wife nel ruolo dell'avvocato Louis Canning. Il suo personaggio è affetto da discinesia tardiva, una condizione che l'attore vive anche nella realtà: si tratta infatti di un effetto collaterale dei farmaci che assume per controllare il Parkinson. In seguito, le condizioni dell’attore sembravano essere parecchio migliorate, fino a quando un ulteriore aggravamento non lo ha portato ad interrompere le sue attività.  Proprio negli ultimi giorni, un settimanale statunitense ha pubblicato un’intervista con l’attore in cui Michael J. Fox ammette tristemente di stare perdendo la sua battaglia contro il Parkinson. Negli ultimi tempi, infatti, Michael avrebbe cominciato ad avere problemi anche di deambulazione e rivelato di dover essere aiutato da collaboratori anche solo per salire in auto.  
Oggi Michael J.Fox ha 54 anni, e se la malattia dovesse continuare a progredire con la stessa velocità di ora, potrebbe essere costretto sulla sedia a rotelle prima dei 60 anni. In ogni caso, Michael ha detto ben chiaro che finché ne avrà la forza continuerà a combattere per sé e per tutti quelli che come lui soffrono per queste malattie degenerative. Noi non possiamo che augurare a quest’uomo coraggioso di avere tutto il successo che merita.

                                                                                                                                                                                                                                                      

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