La storia da choc dell'Uomo Albero e la sua battaglia

29 febbraio 2016 ore 13:31, intelligo
di Anna Paratore

Lui si chiama Abul, è molto magro, ha occhi grandi e profondi e un’espressione sofferente e triste. La malattia genetica che lo affligge ha un nome quasi impronunciabile, si chiama Epidermodisplasia verruciforme, detta anche displasia di Lewandowsky-Lutz, e lo  sta trasformando in quello che molti nel mondo definiscono un “Uomo Albero”.
Ma andiamo per ordine. Che cosa è la Epidermodisplasia verruciforme? Si tratta di una grave affezione della pelle, genetica e di forma ereditaria, spesso associata al rischio di carcinoma della cute.  Si caratterizza per una abnorme suscettibilità della pelle al Virus del papilloma umano (HPV), che si esterna con un’infezione cronica e incontrollata che causa la nascita e la crescita estesa di papule, squame ed escrescenze che colpiscono particolarmente mani e piedi, braccia e gambe.  Estremamente invalidante, e  molto spiacevole anche solo da vedere, la malattia è familiare nel 20% dei casi circa. Per fortuna ha un’alta distribuzione in forma asintomatica, altrimenti soprattutto nel sud est asiatico non sarebbe poi così rara.
Veniamo ora al nostro “Uomo Albero”, nativo del Bangldesh, Abul Bajandra, di 25 anni. Affetto da questa terribile malattia da circa 15 anni, Abul non è l’unico né il più famoso degli “uomini albero” del sud est asiatico, e questo la dice lunga su una malattia che è davvero durissima da sopportare.  Abul, come accade quasi sempre, è nato senza i sintomi del morbo che, nel suo caso, si sono mostrati intorno al quindicesimo anno di età quando, in seguito a un piccolo trauma nel corso dei giorni la ferita stentava a cicatrizzarsi, e tutto intorno cominciarono invece a spuntare strane escrescenze, bolle e grossi nei. 
Abul, neanche a dirlo di famiglia povera e disagiata, venne portato da un medico e da alcuni guaritori che, a parte qualche farmaco di nessun rimedio, per lui non furono in grado di fare nulla.
Sempre di più nel corso degli anni, i sintomi della malattia si sono fatti evidenti al punto di risultare totalmente invalidanti e da rende Abul in tutto e per tutto dipendente dalla giovane moglie di 21 anni e perfino dalla figlia di 3 anni. Per fortuna ora il governo del Bangladesh ha deciso di accollarsi le spese per la rimozione chirurgica delle escrescenze che gli ricoprono completamente mani e piedi, trasformando gli arti in una sorta di grosse “radici” nodose.  Abul è felice di sottoporsi alle operazioni che gli potranno restituire una parvenza di vita normale, anche se resta il fatto che con tutta probabilità le escrescenze col tempo torneranno, visto che a oggi non si conosce nessun farmaco capace di inibirle. 
Una vera e propria “shocking story” quella di questo povero 25enne del Bangladesh e, osservando le sue immagini, viene spontaneo pensare se tanti miti dell’antichità di uomini trasformati  alberi per la collera o il semplice volere degli dei, non fossero in realtà solo affetti dai sintomi di questa malattia. 

autore / intelligo
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