Renzi parla a suocera (Gandolfini) perché nuora (Chiesa) intenda: va nelle parrocchie

29 febbraio 2016 ore 18:24, Micaela Del Monte
Matteo Renzi non recupera il rapporto, bensì rilancia la sfida al mondo cattolico che si è opposto al disegno di legge sulle unioni civili, al popolo del Family Day annunciando l'intenzione di andare nelle parrocchie a fare campagna elettorale in favore della riforma costituzionale che sarà oggetto del referendum di ottobre.
La sfida arriva dopo che il portavoce del Family Day Massimo Gandolfini ha annunciato di impegnarsi per il No al referendum in segno di protesta contro il Governo per aver approvato la legge sulle unioni civili; la quale, seppur depurata della stepchild adoption per la piazza del Family Day resta una pessima legge. 
"Agli opposti estremismi, voglio dire che è finito il tempo in cui in Italia qualcuno aveva un diritto di veto, di blocco - attacca Renzi - Siamo andati avanti sulle riforme anche quando i più ci dicevano di fermarci. A colpi di fiducia? Sì. Anche a colpi di fiducia quando era necessario. Non ci siamo fermati nemmeno alla sacrosanta esigenza di riconoscere diritti alle coppie omosessuali perché sarebbe stato incivile il contrario".

Renzi poi aggiunge: "La legge sulle unioni civili potrà non essere perfetta, ma nessuna legge lo è. Ho letto le dichiarazioni del professor Gandolfini, tra gli animatori del Family day, che in una conferenza stampa improvvisata, accompagnato davanti alle telecamere da autorevoli senatori, ha detto che il popolo che lui rappresenta farà di tutto perché al referendum sulla Costituzione, che si occupa di Regioni, di Senato, di enti inutili - passi il No. E tutto questo per mandarmi a casa, avendo io annunciato che se perderò il referendum a differenza di altri politici sarò serio e coerente e non mi aggrapperò a una poltrona di consolazione".

Renzi parla a suocera (Gandolfini) perché nuora (Chiesa) intenda: va nelle parrocchie
Tuttavia il Premier non vuole entrare in polemica diretta con le gerarchie come capitò a Romano Prodi nel 2007 con la legge sui Dico. Di fronte ai moniti del cardinale Camillo Ruini all'epoca presidente della Cei che "diffidava" il Governo dall'approvare il provvedimento, Prodi dichiarò che lui sapeva perfettamente cosa fare "perché sono un cattolico adulto". Pochi mesi dopo Prodi cadde e la legge sui Dico fu carta straccia perché alle successive elezioni la Cei si mobilitò per far vincere il centrodestra berlusconiano. 
Nessuno scontro frontale con i vescovi dunque, Renzi sembra tenere ben distinto il Family Day dalla Chiesa nonostante la Cei sia stata grande sostenitrice della mobilitazione e abbia chiaramente evidenziato l'esigenza di non far passare la legge. Il Premier però approfitta della polemica innescata da Gandolfini per lanciare la sua sfida sostenendo di accettare quella degli altri.
"Accetto la sfida – dice - e se mi inviteranno andrò nelle parrocchie, come nelle realtà del volontariato, a dire il perché - a mio giudizio - è giusto che la riforma passi, che la politica dimagrisca, che le Regioni facciano meno ma meglio. Agli uni e agli altri, opposti estremismi, voglio dire che è finito il tempo in cui in Italia qualcuno aveva un diritto di veto, di blocco. Non ci siamo fermati nemmeno alla sacrosanta esigenza di riconoscere diritti alle coppie omosessuali perché sarebbe stato incivile il contrario. Se qualcuno vorrà mandarci a casa per questo, andremo a casa. Ma fino a quel momento, ostinati e sorridenti, continueremo a fare le cose che per noi servono all'Italia". 
Il professor Gandolfini e il cardinale Bagnasco sono serviti. Perché Renzi sembra tanto parlare "a suocera" perché "nuora" intenda. Chi aveva in fondo il "diritto di blocco" sui temi etici?

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