Ma quanto è forte la Pascale? Molto

29 gennaio 2014 ore 11:19, Americo Mascarucci
Ma quanto è forte la Pascale? Molto
La neo dimissionaria ministra dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo torna in Forza Italia?
Sì, no, forse. Francesca Pascale, fidanzata del Cavaliere, ha detto no e come lei si sono pronunciati molti altri esponenti forzisti. Berlusconi dal canto suo ha messo una pezza alle polemiche sostenendo che quando la De Girolamo e quelli del Nuovo centrodestra decideranno di tornare a casa le porte saranno aperte per tutti, non per i singoli. Il che tradotto sta a significare; per adesso, cara Nunzia, restatene dove stai. La Pascale pare non occuparsi più soltanto del prezzo dei fagiolini, ma anche delle scelte politiche che riguardano la sua regione di provenienza, la Campania, dove sembra aver da tempo scavalcato, tanto il governatore Stefano Caldoro che gli ex ministri Mara Carfagna e Francesco Nitto Palma. Tanto per cominciare Francesca ha stoppato la nomina di un coordinatore regionale vicino a Nicola Cosentino, l’ex uomo forte del berlusconismo a Napoli e dintorni. Quest’ultimo, con la benedizione di Denis Verdini, era pronto a riprendere il controllo del partito nonostante la forte contrarietà di Caldoro da una parte, della Carfagna e di Nitto Palma dall’altra. Alla fine ci ha pensato Francesca, che ha convinto Berlusconi a nominare una figura super partes, Domenico De Siano, indipendente rispetto ai big locali, ma non certamente da lei. Per tutta risposta Cosentino sta organizzando la fronda interna agli azzurri con la costituzione di gruppi “Forza Campania” tanto nel consiglio regionale che in altre amministrazioni locali. L’obiettivo è mostrare i muscoli al Cavaliere e far vedere chi comanda davvero laggiù. Cosentino, escluso dall’attività politica in seguito alle accuse di collusione con il clan dei Casalesi che gli sono state riversate addosso negli ultimi anni, si è sentito abbandonato da Berlusconi nel momento del bisogno. Il riferimento è alle ultime elezioni politiche quando l’ex premier ha lasciato che Angelino Alfano “epurasse” lui e Marcello Dell’Utri, dalle liste elettorali. Ma Nicola si considera un figlio di Silvio, pronto a perdonare il padre per i torti subiti, quasi ribaltando la celebre parabola del figliol prodigo (manca solo il vitello grasso per far festa). Il problema è che il padre, cioè Silvio, non ha affatto gradito l’attivismo frondista di Cosentino scomunicando l’operazione Forza Campania, pur sapendo perfettamente che l’ex coordinatore del Pdl continua ad avere un larghissimo seguito e che potrebbe determinare, anche più di altri, il successo di Forza Italia alle prossime elezioni europee. Il Governatore Caldoro vede invece in serio pericolo la sua ricandidatura alla presidenza della Regione Campania nel 2015 e sarebbe già corso ai ripari. Per arginare lo strapotere cosentiniano avrebbe chiesto aiuto ad una sua vecchia conoscenza; l’ex deputato di Alleanza Nazionale, già vice capogruppo alla Camera del Pdl e braccio destro di Gianfranco Fini nel Fli, Italo Bocchino. I rapporti fra Caldoro e Bocchino sono rimasti sempre ottimi anche quando il pupillo di Pinuccio Tatarella ha rotto con Berlusconi per seguire l’ex presidente della Camera. Non a caso si è parlato di recente di un possibile ingresso di Bocchino in Forza Italia. Fra lui e il Cavaliere, già da tempo, sarebbe tornato il sereno anche se l’ex finiano non ha fatto mistero di prediligere una ricostituzione dell’area di destra. Il Sud dunque sta dando tante preoccupazioni al Berlusca, se si considera che, oltre alla fronda di Cosentino in Campania c’è il concreto rischio che se ne costituisca un’altra in Puglia con la regia di Raffaele Fitto, sempre più insoddisfatto per l’ascesa alle alte sfere del partito di Giovanni Toti. A Fitto potrebbe unirsi anche la Carfagna che da tempo, complice proprio la Pascale, risulterebbe non più di casa a Palazzo Grazioli. Eh sì, perché il cerchio magico che sta intorno al Cavaliere e che proprio la Pascale sembrerebbe avere il compito di selezionare ammettendo pochi fidatissimi fortunati, si starebbe restringendo sempre di più. Alla prova dei fatti tanti gli aspiranti, ma pochi gli eletti. E Francesca non perdona.
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