Rileggiamo il discorso di Renzi: attenti ai particolari

29 gennaio 2015 ore 14:17, intelligo
renzi pdMatteo Renzi “porta” Sergio Mattarella all’assemblea dei grandi elettori dem per dire che è lui il candidato del Pd. Il lungo applauso dei votanti (tra poco meno di un’ora) sancisce che la scelta è fatta e tutti sono d’accordo. Unanimità. Renzi ha messo subito le mani avanti, per evitare di fare la fine di Bersani due anni fa sul nome di Prodi: una volta scelto un candidato per il Colle “il vincolo di lealtà impone di considerare questo come un passaggio nel quale non ci divertiamo a bruciare nomi; chi ha voglia di bruciare fa i falò, non il grande elettore”. Renzi dunque formalizza la candidatura di Mattarella alla presidenza della Repubblica e spiega sei motivi per giustificare la scelta. Non a caso, il premier-segretario del Pd ricorda prima di tutto la storia familiare di Mattarella e la contrapposizione alla mafia: “E’ un uomo della legalità”, ricorda che “è stato ministro dei rapporti con il Parlamento, e noi dobbiamo dare risposta alla domanda che viene da tutti i partiti di una centralità del Parlamento”. Quindi aggiunge: “Pochi Dc hanno avuto come lui il coraggio di dimettersi, un tema vero per la politica italiana”. Immancabile il passaggio sul fatto che Mattarella è stato “il padre della legge elettorale che porta il suo nome, quella dei collegi”. Altro elemento: da ministro della Difesa ha “ha vissuto in prima linea la vicenda dei Balcani ed ha abolito la leva militare obbligatoria”. Infine: “E’ giudice costituzionale. Noi stiamo cambiando la costituzione, lui è un difensore della Costituzione, il che non significa essere intransigenti ma difenderla e gestire un momento di transizione nei rispetto del legislatore”. LuBi
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