Benigni da Oscar a Palazzo Chigi: "Con Tornatore e Sorrentino un'unione civile a tre"

29 gennaio 2016 ore 10:23, Lucia Bigozzi
Dalle statue coperte al Renzi “desnudo” passando per la nuova legge sul cinema. E’ un Benigni “scatenato” da buon toscanaccio, quello che si aggira per le sale di Palazzo Chigi nell’incontro con il premier che al palazzo di governo ha chiamato i quattro premi Oscar, vanto dell’Italia. Della delegazione pluripremiata hanno fatto parte anche Bernardo Bertolucci, Paolo Sorrentino, Giuseppe Tornatore. Ma è Benigni che non ha resistito a punzecchiare il premier sul tasto più battuto in questi giorni nei commenti sui media ma soprattutto sui social network: i nudi marmorei capitolini nascosti per non turbare la sensibilità del presidente iraniano Rouhani nel corso della tre-giorni a Roma. Benigni la mette giù così davanti ai cronisti: Renzi ci ha chiamato per risolvere il problema delle statue. “Ci ha accolto benissimo: erano tutti nudi, Renzi ci ha accolto nudo” scherza l’attore che a Palazzo Chigi si è trattenuto un paio d’ore. Battute pungenti anche sull’altro tema scottante del dibattito politico di queste ore: la legge sulle unioni civili. Benigni spiega, provocatorio, indicando i colleghi registi Sorrentino e Tornatore: “Faremo un'unione civile tutti e tre, andremo a vivere insieme”. Non sono mancate una serie di gag con i giornalisti che a Benigni chiedevano commenti sulla politica e in particolare sul referendum relativo alle riforme costituzionali. “Referendum sulle riforme? Ho già votato”, ha ironizzato l’attore toscano che sulla sua presenza a Palazzo Chigi ha motivato così: “Sono qui a votare quella legge lì, la legge sui tombini”, poi rivolto a un cronista ha domandato: “Lei che ci fa qui? Io sono qui tutti i giorni e non la vedo mai”. Un incontro non casuale (e anche qui l’immagine e la simbologia mediatica ha il suo perché nella comunicazione-narrazione renziana) perché avviene nel giorno in cui il Consiglio dei ministri ha varato la nuova legge sul cinema. E chi meglio dei quattro premi Oscar a Palazzo Chigi per divulgarne il messaggio e la portata? Così insieme hanno varcato la soglia oltre a Roberto Benigni anche Giuseppe Tornatore, Paolo Sorrentino e Bernardo Bertolucci. E come in tutti gli eventi solenni, non poteva mancare la foto-opportunity con il ministro della Cultura Dario Franceschini. 

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Sulle nuove misure a sostegno del cinema, Benigni non si è fatto scappare il commento: “Una legge per il cinema? Era ora!”. Abbigliamento non delle grandi occasioni o degli incontri “paludati”: tutti in maniche di camicia per il pranzo organizzato ad hoc, a sottolineare la mancanza di formalismi per quello che è stato considerato un incontro finalizzato a parlare di arte, cultura, cinema e bellezza italiana. Tasto sul quale Renzi spinge molto. Ai quattro premi Oscar, Renzi ha spiegato in anteprima il contenuto del provvedimento che, tra l’altro prevede 200 milioni in più per il cinema a partire dal 2017. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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