Nuovo Cinema Franceschini: 60 per cento di finanziamenti in più e nessuna "censura"

29 gennaio 2016 ore 10:46, Lucia Bigozzi
Ciak, si gira!. Regista, Matteo Renzi. Film: la nuova legge sul cinema. Il ddl governativo è stato anticipato ieri ai quattro premi Oscar ricevuti a Palazzo Chigi (Benigni, Tornatore, Bertolucci e Sorrentino) nel giorno in cui il Consiglio dei ministri lo ha varato. Intanto va rilevato che il provvedimento arriva dopochè l’ultima norma in materia di cinema e audiovisivi era stata fatta nel lontanto 1949. Legge attesissima, dunque. Ma cosa c’è dentro il pacchetto che ora passerà all’esame del parlamento? 

OBIETTIVI. Dare nuovi strumenti e più risorse al mondo che ruota attorno all’industria cinematografica, in tutte le sue articolazioni. Dopo il Consiglio dei ministri, è stato Dario Fraceschini, titolare dei Beni Culturali, a spiegarla ai giornalisti nella conferenza stampa di rito. Il ministro si è soffermato sull’impatto innovativo di questo disegno di legge delega che, fra gli interventi di maggior spessore previsti, contiene un aumento di 150-200 milioni di euro nel Fondo unico per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l’audiovisivo, che passa così a quattrocento milioni di euro, già pronti per il 2017. Non solo ma viene acquisito un Fondo a parte con percentuali più alte per il Tax credit, interventi per i giovani e per la tutela delle sale. Una cifra “sotto la quale non si può scendere”, ha assicurato Franceschini.

NASCE IL FONDO UNICO CINEMA E AUDIOVISIVO: viene creato il 'Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l’audiovisivo', per sostenere gli interventi per il cinema e l'audiovisivo attraverso incentivi fiscali e contributi automatici che unificano le attuali risorse del Fus Cinema e del Tax Credit. Il Fondo è alimentato, sul modello francese, direttamente dagli introiti erariali già derivanti dalle attività di programmazione e trasmissione televisiva; distribuzione cinematografica; proiezione cinematografica; erogazione di servizi di accesso ad internet da parte delle imprese telefoniche e di telecomunicazione. Pertanto, a decorrere dal 2017, una percentuale fissa (12%) del gettito Ires e Iva di questi settori verrà destinato al finanziamento del Cinema e dell’audiovisivo. Nessuna nuova tassa, insomma, (secondo quanto riporta l’AdnKronos) ma un virtuoso meccanismo di “autofinanziamento” della filiera produttiva che viene incentivata a investire e innovare e che fa scomparire l’attuale incertezza annuale sui fondi destinati al cinema: il nuovo fondo non potrà mai scendere sotto i 400 milioni di euro annui.

INVESTIMENTI. La nuova Legge Cinema cancella le commissioni ministeriali per l’attribuzione dei finanziamenti in base al cosiddetto ‘interesse culturale’ e introduce un sistema di incentivi automatici per le opere di nazionalità italiana. La quantificazione dei contributi avverrà secondo parametri oggettivi che tengono conto dei risultati economici, artistici e di diffusione: dai premi ricevuti al successo in sala. I produttori e i distributori cinematografici e audiovisivi riceveranno i contributi per realizzare nuove produzioni. AIUTI PER LE PROMESSE DEL CINEMA. Una parte del nuovo Fondo Cinema, fino a un tetto pari al 15 per cento è dedicato ogni anno al sostegno di giovani artisti emergenti, ovvero Opere prime e seconde; Giovani autori; Start-up; Piccole sale. Vengono poi rafforzati i contributi a favore dei festival e delle rassegne di qualità e previsto un Piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo. 6 TAX CREDIT CINEMA. Il provvedimento prevede anche il potenziamento del credito di imposta. Sono rafforzati i 6 tax credit per incentivare la produzione e la distribuzione cinematografica ed audiovisiva e per favorire l’attrazione di investimenti esteri nel settore cinematografico e audiovisivo.

INCENTIVI. Inoltre possono beneficiare dei 6 tax credit le imprese di produzione, distribuzione, post-produzione; i distributori che programmano il cinema italiano, incentivando la concorrenza e aumentando le quote di mercato; le imprese italiane che lavorano per produzioni straniere; le imprese esterne al settore che investono nel cinema italiano; gli esercenti che gestiscono le sale. Il Tax credit aumenta fino al 40% per i produttori indipendenti che si distribuiscono il film in proprio. Incentivi anche per chi ristruttura e investe in nuovi cinema. Aumenterà il numero degli schermi e la qualità delle sale coinvolgendo un numero molto più ampio di spettatori soprattutto a favore del cinema italiano. Per questo viene previsto un Piano straordinario fino a 100 milioni di euro in tre anni per riattivare le sale chiuse e aprirne di nuove. Agevolazioni anche per il riconoscimento della dichiarazione di interesse culturale che può avere ad oggetto anche sale cinematografiche, sale teatrali e librerie storiche. Questo consente che per favorire la conservazione e la valorizzazione delle sale storiche è possibile apporre il vincolo di destinazione d'uso.

CONSIGLIO SUPERIORE PER IL CINEMA. Sostituirà la Sezione Cinema della Consulta dello Spettacolo. Si chiama il Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo che svolge attività di elaborazione delle politiche di settore, con particolare riferimento alla definizione degli indirizzi e dei criteri generali di investimento a sostegno delle attività cinematografiche e audiovisive. Il Consiglio è composto da 10 membri di alta competenza ed esperienza nel settore e dai rappresentanti delle principali associazioni.

VIA LA ‘CENSURA DI STATO’. Non saranno più le commissioni ministeriali a valutare i film. La nuova legge prevede una delega al governo per definire un nuovo sistema di classificazione che responsabilizza i produttori e i distributori cinematografici. Come già avviene in altri settori e sostanzialmente tutti i paesi occidentali, saranno gli stessi operatori a definire e classificare i propri film; lo Stato interviene e sanziona solo in caso di abusi.

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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