Unioni civili, Savarese: “Cosa faremo dal 31, contro operazioni di maquillage sul Family Day”

29 gennaio 2016 ore 23:28, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews, alla vigilia del Family Day Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia e membro del Comitato promotore, affronta a 360 gradi il tema delle unioni civili, dalla manifestazione di domani ai futuri scenari che si potrebbero aprire dopo l'evento.

Ieri sera durante la trasmissione Virus è stato mostrato un sondaggio sulle unioni civili, dal quale è emerso che il 79,8% degli italiani è contro le unioni gay. Come giudica questo risultato?

«Fa piacere vedere che stiamo esprimendo il sentimento reale del Paese, perché la maggior parte delle campagne sui social network sono di una minoranza ma molto rumorosa. Ieri invece abbiamo visto un dato che dimostra chiaramente come gli italiani siano contro il ddl Cirinnà che parifica le unioni civili ai matrimoni e apre al mercato dell’utero in affitto. E' una vittoria di chi da un anno fa informazione contro questo tipo di legge».

In questo anno, a livello di informazione, qual è stata la bugia più grande e quale la verità che va affermata?

«La più grande bugia è che quelli contro il ddl Cirinnà sono contro i diritti umani e delle persone. E’ esattamente il contrario: gli oppositori del ddl Cirinnà sono a favore sia dei diritti civili, innanzitutto dei più deboli, i bambini, sia dei diritti propri della famiglia in quanto formazione sociale che non ha paragoni. La più grande verità che siamo riusciti ad affermare è l’unicità del matrimonio tra un uomo e una donna e il diritto di qualsiasi bambino ad avere un papà e una mamma».

Unioni civili, Savarese: “Cosa faremo dal 31, contro operazioni di maquillage sul Family Day”
Tutti parlano di un milione di persone domani in piazza. Sentite il peso di un’aspettativa così alta?


«Non sentiamo il peso perché l’adesione sul territorio in tutta Italia è talmente ampia e trasversale che l’unica preoccupazione è reggere a livello organizzativo, come senz’altro accadrà. Credo che ci sarà una marea di gente unita per chiedere a tutti i componenti del Parlamento di fare il massimo su questo tema e in particolare ai membri del Nuovo Centrodestra, che fanno parte del governo, di minacciare la crisi di governo sul ddl Cirinnà. Altrimenti non credo gli convenga presentarsi in piazza».

Alfano ha parlato anche di un eventuale referendum abrogativo se il ddl Cirinnà dovesse passare. Come giudica questa ipotesi?

«Credo che Alfano parli di referendum per trovare un alibi al disimpegno sostanziale di Ncd sul respingimento totale del ddl Cirinnà. Del referendum non deve preoccuparsi Alfano, semmai saranno le associazioni a proporlo e portarlo avanti. Se la legge dovesse essere approvata, dal giorno dopo, tutti faremo le nostre considerazioni».


Secondo il sottosegretario del Pd Ivan Scalfarotto, l’eventuale quesito referendario per abrogare la legge sarebbe “anticostituzionale”. Cosa ne pensa?


«Questo lo deciderà la Corte Costituzionale».


Cosa farà la piazza dal 31 gennaio?

«Continueremo a fare quello che abbiamo fatto nell'ultimo anno e mezzo: chiedere il ritiro del ddl Cirinnà e che non sia presentato nessun altro disegno di legge simile o con le stesse finalità e continuare a difendere l'antropologia su cui si fonda la nostra società che è quella della persona nella famiglia, composta da un uomo e una donna e la famiglia nella realtà. C'è chi sta tentando di spostare l'attenzione della manifestazione su tematiche di tipo sociale, economico e fiscale. Queste persone non rappresentano lo spirito della gente che si riunirà al Circo Massimo. Se noi vedremo compiere operazioni di maquillage sul Family Day temo che si potrebbe arrivare a scontri che non farebbero bene a nessuno».
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