Cei sempre la scelta giusta (pre Family Day): nessuna equiparazione tra matrimonio e unioni civili

29 gennaio 2016 ore 12:27, Americo Mascarucci
Un riferimento diretto al Family Day non c'è stato e probabilmente non ci sarà.
Ma tutto sommato non servono appoggi espliciti per far capire che la piazza in programma domani al Circo Massimo è benedetta dai vescovi italiani. Anche perché il Family Day per il quale, secondo le previsioni degli organizzatori sono attese a Roma oltre un milione di persone, è convocato proprio per chiedere il ritiro del Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili. Ed è ciò che è tornato a chiedere con forza anche il presidente della Cei Angelo Bagnasco. Un intervento che alla vigilia della grande mobilitazione del mondo cattolico in difesa della famiglia fondata sul matrimonio non può certamente ritenersi casuale.

Una nota della Cei infatti denuncia "l'equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili, con l'introduzione di un'alternativa alla famiglia". 

Il lavoro del Consiglio Episcopale Permanente, riunito a Roma dal 25 al 27 gennaio, ha rivendicato': "l'identità propria e unica dell'istituto matrimoniale, la richiesta di politiche familiari consistenti ed efficaci, la condivisione per l'umiliazione dei giovani esclusi dal lavoro e degli adulti che l'hanno perso, le condizioni di povertà e di solitudine provate da tante persone, la persecuzione dei cristiani e di altre minoranze, il dramma dei migranti e la riduzione dell'impegno condiviso dell'accoglienza". 
"Le difficoltà e le prove della famiglia - e insieme la sua bellezza, centralità e unicità - è scritto nella nota - sono state ampiamente sottolineate dai vescovi nel dibattito sulla prolusione del cardinale Bagnasco. Negli interventi si è espressa la consapevolezza della missione ecclesiale di dover annunciare il vangelo del matrimonio e della famiglia, difendendo l'identità della sua figura naturale, i cui tratti sono recepiti nella stessa Carta costituzionale".
La stessa posizione per altro espressa dagli organizzatori del Family Day. Tuttavia nasce spontanea una domanda. Che fine ha fatto il segretario generale Nunzio Galantino? A giugno intervenne per dissociare la Cei dalla piazza di San Giovanni specificando che la Chiesa non avrebbe appoggiato crociate in difesa della famiglia. Stavolta si è soltanto limitato a sostenere la posizione della Cei ma estraniandosi del tutto dal dibattito in corso. La sua linea conciliante e dialogante indirizzata alla ricerca di un compromesso a tutti i costi è stata valutata dalla Cei (e dal Papa?) fallimentare? Oppure il presidente Bagnasco lo ha silenziato? L'assordante silenzio di Galantino effettivamente sta facendo molto più rumore in queste settimane dei suoi passati interventi. 

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