Smog, città alla canna del gas. Le pagelle di Legambiente. Napoli, dopo i rifiuti va in tilt

29 gennaio 2016 ore 14:25, Lucia Bigozzi
Città malate d’aria, in crisi di ossigeno. In sintesi, la foto poco edificante scattata da Legambiente nel dossier annuale non a caso intitolato “Mal’Aria”. Radiografia impietosa su ciò che respiriamo nelle nostre città. Il 2015 è stato un anno da “bollino rosso” con livelli di emergenza sempre più alti che evidenziano la cronicità del problema. I test su 90 centri urbani, in 48 di questi dicono la stessa cosa: la quantità di polveri sottili - il famigerato Pm10 - continua a salire vertiginosamente e per 35 giorni sono stati sforati i livelli consentiti dalla legge. Un caso emblematico: Frosinone ha sforato ben 115 volte. Non è da meno Pavia, con 114 giorni, Vicenza con 110, Milano con 101 e Torino con 99. Nella classifica regionale in Veneto, il dossier Legambiente registra che il 92 per cento delle centraline urbane monitorate ha superato il limite dei 35 giorni consentiti; in Lombardia l’84 per cento delle centraline urbane; in Piemonte l’82 per cento, mentre in Emilia Romagna e Campania scendono al 75 per cento. A proposito di Campania, è la situazione a Napoli a creare non poche preoccupazioni: contro lo smog e in assenza di pioggia, il Comune ha varato un’ordinanza che dà uno stop robusto alla circolazione dei veicoli: dal 1 al 6 febbraio, infatti, non si potrà andare in giro con l’auto dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30.

Smog, città alla canna del gas. Le pagelle di Legambiente. Napoli, dopo i rifiuti va in tilt
Tornando al dossier Legambiente, se si confrontano i dati del 2015 con quelli raccolti dall’associazione ambientalista, è possibile notare come per quanto riguarda le polveri sottili, il numero di città che hanno superato il limite dei 35 giorni di sforamento consentiti sia in linea con la media del numero di città risultate fuorilegge negli ultimi sette anni. Le proposte di Legambiente contro lo smog e per far tornare le città a respirare sono articolate su più filoni: potenziamento del trasporto su ferro, uso dei mezzi pubblici e piani di mobilità nuovi che rendano il ricorso all’auto privata sempre meno necessario. In proposito, l’altro dato che Legambiente richiama è relativo al numero record di auto per abitante che l’Italia continua ancora oggi ad avere:  il tasso di motorizzazione, infatti, è pari a 62 auto ogni 100 abitanti della città di Roma o ai 67 di Catania, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi o le 31 di Londra. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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