Family Day, ecco perché "serve una testimonianza chestertoniana”

29 gennaio 2016 ore 16:15, intelligo
Pubblichiamo un intervento di Riccardo Gotti Tedeschi su Il Giornale di provocazione e passione umana Pepe, sul Family Day di domani. Perché esserci?  

"La piazza del 30 gennaio sarà un’altra bella dimostrazione di cosa è la realtà. Di cosa è la verità.
Si tratta di un’affermazione serena di ciò che è. Ciò che è viene prima di ciò che non è.
Evidentemente siamo arrivati a un punto talmente estremo di legittimazione della cultura del desiderio, che serve una testimonianza “chestertoniana” finalizzata a dimostrare che le foglie sono verdi in estate, e che un bimbo nasce da un uomo e una donna. Fa sorridere che si debba arrivare a questo, ma si farà anche questo. In una fase di diluizione valoriale, occorre rifarsi alla verità della realtà. Fa sorridere che questo esercizio trovi opposizioni addirittura all’interno del mondo cattolico. Alcuni fatti degli ultimi due mesi lo raccontano chiaramente: timidezza iniziale, paura a sposare una causa che poteva rivelarsi conflittuale, buonismo ecumenico di serie B come unico mezzo per creare consenso, limitazione della testimonianza ad una sfera privatistica.

Family Day, ecco perché 'serve una testimonianza chestertoniana”
Finché, tuttavia, non si è compreso che il consenso verso la piazza andava aumentando, ed ecco che i timidi scettici si riposizionano, cavalcano l’opportunità e fanno la corsa a mettere il cappello sull’iniziativa. Tutto previsto, già visto, non stupisce e non cambia nulla al valore di quello che sarà.

I molluschi, del resto, restano molluschi, mentre gli uomini sono comunque uomini, è una questione di genus e lo vediamo con chiarezza in diversi ambiti della società. La presunta conflittualità in questa manifestazione (come in quella del 20 giugno) non solo non esiste, ma nemmeno intende esistere. Qualche cattolico ha parlato di “violenza”, facendo sorridere non solo i coraggiosi promotori della prima ora, ma anche le persone di buon senso. Squisita irrilevanza.

Temo invece che i fuochi della contrapposizione siano stati ventilati e urlati (“al lupo, al lupo…”) da una certa parte del mondo cattolico pronta al compromesso sottobanco per un piatto di lenticchie. Come se la finalità di questa manifestazione fosse semplicemente il piatto di lenticchie. Quanta ingenuità. Non lo sanno questi pseudo-diplomatici alla ricerca di notorietà e incarichi che se il cristianesimo si fosse battuto per un piatto di lenticchie sarebbe durato sì e no un semestre? E’ curioso che nel mondo cattolico sia forte l’attitudine a scegliere tra un bene e un altro bene, come se il primo e il secondo non potessero essere sostenuti insieme, ma fossero invece alternativi.

Fortuna che alla fine prevarrà la verità".
autore / intelligo
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