Incontro Renzi-Merkel, sulla Libia 1 a 0 per la Cancelliera ma Matteo sfodera la ripresa

29 gennaio 2016 ore 16:44, Lucia Bigozzi
A Frau Merkel è andato a dire che la ripresa in Italia “c’è e si tocca con mano”. E il fatto che nei primi undici mesi del 2015 l’Italia ha importato i prodotti dalla Germania con un +7 per cento, sta lì a dire che i gufi tedeschi non potranno continuare a gufare. Il Pil non è ancora tornato ad essere rock, resta lento ma la ripresa dei consumi è quel segnale che a Renzi basta (o si fa bastare) per non andare a capo chino dalla Cancelliera tedesca con la quale negli ultimi tempi non sono state tutte “rose e fiori”. Le spine tra i fiori c’erano come segnalano le polemiche a distanza sullo sforamento del patto di stabilità, la vicenda banche o l’emergenza migranti con lo strascico sul destino di Schengen. Tant’è. L’atteso faccia a faccia è servito per riprendere il filo del ragionamento e fare il punto sull’agenda europea con le priorità da fissare. Ci ha pensato la Merkel ad aprire quella agenda sottolineando che “è urgente un accordo sulla Turchia” mentre Renzi ha teso il ramoscello d’ulivo assicurando che “siamo pronti a fare ogni tipo sforzo in questa direzione e pronti a superare le incomprensioni che pure ci sono state”. Il clima è sembrato disteso, tra i due leader o forse era il messaggio mediatico e politico che doveva passare. 

Incontro Renzi-Merkel, sulla Libia 1 a 0 per la Cancelliera ma Matteo sfodera la ripresa
Da parte sua, la Merkel ha apprezzato l’impegno del nostro Paese sul versante riforme e in particolare sul Jobs Act. “Per la prima volta siamo qui con risultati e non promesse” ha rivendicato Renzi che però sulla flessibilità è tornato a incalzare l’Europa alla quale chiede “che le regole Ue che esistono siano applicate, non chiediamo nuove regole”. Controcanto della Cancelliera tedesca: “La cosa bella è questa. Che anche quando si tratta della comunicazione della flessibilità, entrambi accettiamo che ci siano interpretazioni della Commissione divergenti. Non mi immischio in queste cose. È compito della Commissione decidere l'interpretazione”. Insomma, palla al centro. Rinsaldato l’asse italo-teutonico sul futuro dell’Europa (anche se di questi tempi parlare di futuro può sembrare un eufemismo): “Siamo in un momento delicato della storia dell'Europa ne avverto tutta la responsabilità. L'Italia è unita alla Germania nel dire che vogliamo più Europa, un'Europa più forte, capace di dare le risposte a tutti i problemi dall'immigrazione all'economia” ha osservato Renzi che non nasconde un aspetto: con la Germania “non siamo d'accordo su tutto, anche perché veniamo da diverse famiglie politiche, ma crediamo insieme che combattere la disoccupazione è combattere il populismo. Il nostro avversario è lo stesso”. Stoccatina a Frau Merkel: “Noi siamo i primi a dire che dobbiamo far scendere il debito: non lo dico per fare un piacere ad Angela, ma per fare un piacere ai miei figli”. Insomma, miele e fiele. Quanto al destino – piuttosto precario vista la posizione di molti Paesi comunitari – di Schengen il premier italiano ha ribadito che “se l’Europa perde Schengen perde sé stessa: ogni sforzo che possiamo fare per mantenere vivo l'ideale europeo va fatto insieme. Per mesi l'immigrazione sembrava soltanto un problema italiano, adesso è un problema europeo che durerà mesi, forse anni”. 

Ultimo ma non ultimo per importanza e, forse, per priorità, è il capitolo Libia. Nella conferenza stampa congiunta Merkel-Renzi, la Cancelliera rispondendo a una domanda sui tempi e la concretezza di una ipotetica missione di addestramento per le forze di sicurezza in Libia, ha spiegato: “Non ci sono ancora dei dettagli. E’ chiaro che dobbiamo aiutare le forze di sicurezza ad addestrarsi ed anche l'Italia si è impegnata a dare il proprio contributo, così come la Germania”. Una potenziale chiamata in campo del nostro Paese che la Cancelliera motiva così: “Abbiamo insieme un interesse affinché questo avvenga. Si tratta di una missione che avverrà in Tunisia, ma quando inizierà non è ancora stato stabilito, deve ancora avvenire un accordo tra i nostri governi”. Sarà questa la priorità delle prossime settimane? Consultare l’agenda di Angela (Merkel) e Matteo (Renzi). 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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