Lo scrittore omosessuale Giorgio Ponte: "Noi al Family Day per demolire etichette e preconcetti"

29 gennaio 2016 ore 17:25, Marta Moriconi
Dopo l'intervista concessa a IntelligoNews, si è creato un passaparola che ha fatto "scandalo" e ha portato tutti a porsi una domanda ricorrente: ma come gli omosessuali saranno al Family Day? Abbiamo intercettato di nuovo Giorgio Ponte, romanziere di origini palermitane ma milanese di adozione, a cui abbiamo chiesto di spiegarci l'importanza della sua partecipazione al Family Day e quella dei suoi amici. Poi siamo andati oltre alla testimonianza, sondando le sue speranze.

Ha convinto qualche altro amico omosessuale ad esserci? 
"Non avevo bisogno di convincerli. I miei amici che potevano, sono già tutti lì. Qualche amico in generale ha capito l'urgenza di essere presente e sta cercando un modo per arrivare anche all'ultimo".

Darà una sua testimonianza al Family Day? 
"Certamente. Al momento mi è stata chiesta una lettera. Credo che sia importante per tutti vedere una persona con tendenze omosessuali su quel palco. Non ci sono solo io ovviamente. Anche dalla Francia abbiamo nomi che hanno fatto la differenza: Clément Borioli, Jean Pierre Delaume-Myard. La presenza di uno di noi lì demolirebbe in modo chiaro e visibile il preconcetto per cui qualsiasi omosessuale, in nome dei propri desideri, sarebbe pronto a privare un bambino di uno dei suoi genitori naturali con l'avallo dello Stato. Inoltre noi possiamo parlare a chi ci contesta, perché sappiamo ciò che vive e possiamo aiutarli a capire che questa non è una battaglia contro di loro e le loro scelte di vita. E d'altra parte continuare a parlare delle unioni omosessuali, senza voler parlare agli omosessuali lo troverei un controsenso e una mancanza di coraggio".

Ci vuole coraggio infatti per scendere in campo domani da omosessuali. Vuole incoraggiare gli altri? 
"Nel 2007 don Benzi si rivolse alle persone omosessuali prevedendo che un giorno si sarebbero dovute sollevare in difesa della famiglia naturale. Io credo che questo giorno sia arrivato. A chi con tendenze omosessuali non si ritrova rappresentato da chi vuole le unioni civili; a chi pensa di non avere un ruolo o una funzione in questa battaglia; a chi ha vissuto finora nella paura di venire additato dai suoi amici come omofobo interiorizzato; a chi subisce il clima di terrore che l'informazione pubblica sta alimentando contro gli oppositori al pensiero unico, io dico: coraggio! Non abbiate paura. Voi non siete inutili. Voi siete fondamentali! In questo scontro c'è qualcosa che possiamo fare solo noi che sappiamo cosa vuol dire avere tendenze omosessuali: noi possiamo aiutare le parti a comprendersi. Noi abbiamo il DOVERE (maiuscolo, ndr) di farlo. Se volete davvero essere uomini e donne, padri e madri, prendete il coraggio a due mani e uscite in difesa dei nostri figli. Non aspettate che qualcuno vi dia il permesso per farlo. Chi vi ama resterà al vostro fianco anche se dovesse non capirvi, chi vi abbandona, forse non vi ama davvero. Io l'ho fatto in maniera eclatante, forse irresponsabile e certamente avevo un forte sostegno familiare. Non deve essere per tutti così, ma ognuno sa cosa può fare e come può farla, lì dov'è, secondo i mezzi che ha, con le persone che gli stanno attorno.
Non abbiate paura di chi grida contro. Possono fare paura a uno di noi, da solo, ma non potranno zittirci tutti. Coraggio amici. Qui non si tratta di decidere se vivere in castità o meno, se credere in un Dio o meno, e nemmeno se credere che l'omosessualità sia immutabile o meno. Qui si tratta di ribellarsi a chiunque vuole metterci un'etichetta addosso riducendoci ai nostri desideri, che lo faccia in buona o cattiva fede è giunto il momento di smettere di dividere le persone in omosessuali ed eterosessuali. Non aspettate che qualcuno si batta per voi. Siate voi a battervi per gli altri. Io continuerò a farlo".
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