Una risata ci salverà. Parla l'autore di 'Coppie scoppiate': Pietro Vanessi

29 luglio 2013 ore 10:11, intelligo
Una risata ci salverà. Parla l'autore di 'Coppie scoppiate': Pietro Vanessi
di Orietta Giorgio.
Pietro Vanessi, l’autore di “Coppie Scoppiate-Night &Day” (ed. Koinè) si confessa ad Intelligonews, ricordandoci come il saper ridere dei propri problemi e dei propri difetti sia fondamentale per condurre una vita sana. L’ironia permette di trovare lucidamente una via d’uscita e avvicina la genteUsando l’espressione di Victor Borge: "La risata è la distanza più breve tra due persone".  Cos’è la satira per lei? Come ha iniziato ad occuparsene? «Ho cominciato a disegnare vignette circa 15 anni fa per una serie di riviste locali e nazionali, in tutto questo tempo il mio interesse principale è stato creare una satira atemporale ed esistenziale. La mia satira racconta dei piccoli e grandi problemi che affrontiamo ogni giorno e affronta domande sul senso della vita: perché lavorare? Perché amare? Cos’è che affligge le coppie? In un certo senso la mia satira somiglia ad una filosofia “light”, una filosofia leggera che ironizza e dissacra le difficoltà che incontriamo. Ho inventato una serie di personaggi che i miei fedeli lettori conoscono bene e che seguono da tempo sul mio sito www.unavignettadipv.it». Chi sono i suoi personaggi? Come nascono? «Nascono per caso, su un’onda emotiva, senza ragionarci troppo.  L’Idiota Zen, ad esempio, è una sorta di guru di una fantomatica setta inesistente che si diverte a stravolgere i grandi aforismi della tradizione orientale trasformandoli e dando loro nuova vita. I “nonsense” generati dallo humor dei miei personaggi ricorda uno stile che può definirsi più british che italiano».   Come nasce l’idea del libro “Coppie Scoppiate Day&Night” uscito da poco in libreria? «L’idea parte da un presupposto personale, c’è sempre un 70% di biografico in quello che si scrive. Nel caso del libro ho provato ad esorcizzare, divertendomi, i problemi tipici di molte delle coppie esistenti. I miei personaggi hanno problemi di incomprensione e di incomunicabilità, i loro desideri sono incompiuti, inespressi o espressi nei momenti sbagliati. L’invito ufficiale a raccogliere tutto il mio lavoro in un libro è arrivato dai lettori che mi seguono e per pubblicarlo ho dovuto aspettare un editore coraggioso e illuminato che ha creduto nel progetto.(Libro edito dalla Koinè Nuove Edizioni)». Da chi si lascia ispirare per lo stile dei suoi disegni? «Ho una predilezione per la semplicità del tratto di Altan (un maestro anche dal punto di vista filosofico) e per il tratto fluido e spontaneo della tradizione dei fumettisti francesi come Reiser. All’elaborazione del mio tratto sono giunto dopo anni di tentativi, di errori, di sbagli e di un percorso che in realtà è una mia naturale predisposizione ad un certo tipo di disegno, “istintivo”, senza elaborazioni mentali o di strategie». La satira osserva la realtà o la estremizza? «La satira ci permette di creare un’opinione, quasi sempre la satira crea un’ opinione o un dubbio, ha il dovere di scardinare i dubbi esistenti e di creare  opinioni anche controcorrente. Quella che io definisco una buona satira è quella che fa scattare dei moti di intelligenza, delle intuizioni, dei piccoli cortocircuiti nelle idee. La satira buona ti fa pensare e ti fa anche sorridere! Credo che far sorridere sia un modo per avvicinare le persone, si condivide un sorriso ed inevitabilmente si innesca uno scambio reciproco lettore-autore indispensabile e prezioso».  Una news? «A settembre arriverà un nuovo personaggio fisso e sarà…una femmina! ». Chissà quale storie avrà da raccontarci!
autore / intelligo
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