Renzi è senza soldi e alle porte ha un governo tecnico

29 luglio 2014, intelligo
Renzi è senza soldi e alle porte ha un governo tecnico
di Gianfranco Librandi Pensavate che non sarebbe arrivata la resa dei conti per quegli 80 euro di voto di scambio? Pensavate veramente che un giovanotto di belle speranze potesse smontare e rimontare una pachidermica macchina mangiasoldi costruita in vent'anni di malgoverno? Pensavate che quei vent’anni di malgoverno fossero solo responsabilità “degli altri” come se il Pd non fosse all’opposizione? Noi italiani siamo così, crediamo a tutto pur di non rimboccarci le maniche e affrontare i problemi. La privatizzazione di Poste slitta al prossimo anno, tradotto significa che non la vuole nessuno. Lo slittamento è stato deciso dopo il fallimento dell’operazione Fincantieri per la quale gli investitori hanno mostrato scarso interesse, che tradotto significa sempre che non la vuole nessuno. Per i non addetti ai lavori, la traduzione in soldi è che a Padoan mancano quattro miliardi all’appello, che si sommano a tutti i miliardi della spending review che non si riesce ancora ad adottare. Facilitiamo ancora per chi è nervoso alla guida e non riesce a concentrarsi, Renzi ha speso soldi che non aveva, e noi lo avevamo detto. Dunque le privatizzazioni sono del tutto inutili, non ci sono investitori neanche a prezzi stracciati, in buona sostanza i sostenitori del nuovo che avanza hanno voltato le spalle, come a dire “gioca con i tuoi di soldi”. Tutto questo creerà non poco nocumento anche all’operazione di salvataggio di alitalia ma Alitalia è un’azienda fallita, Etihad lo sa benissimo, sta facendo un regalo d’immagine al nostro Governo e non intende offrire un euro oltre porgere la spalla. Si rende evidente dunque la stessa conclusione del 2008 con la compagnia di bandiera francese, solo che stavolta i licenziamenti saranno veri e la cassa integrazione complicata per assenza di fondi.
Renzi è senza soldi e alle porte ha un governo tecnico
In conclusione facendo un rapido conto, si è fatto un buco nei conti del 2014 che va da un minimo di 6 a un massimo di 8 miliardi di euro, direi un ottima strategia quella del governo in carica che ha fondato tutta la politica economica sulle privatizzazioni. Prepariamoci alla solita solfa, governo tecnico a ottobre e nuova campagna elettorale (leggi periodo in cui nessuno farà nulla lasciando avanzare la cancrena), con Matteo Renzi che ricomincerà a farneticare programmi facili e strategie d’accademia per risolvere i problemi con i soliti illusi che gli daranno credito. Per il momento la faccia l’ha persa soprattutto in ambito internazionale, e non è poco, ma una cosa è certa, nessuno gli ha mai dato credito nonostante il sostegno di certa stampa che ormai ha speso gli ultimi spiccioli di credibilità anche lei.
autore / intelligo
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