Tripoli, è guerra. Rientrati 100 italiani, Germania richiama diplomatici

29 luglio 2014 ore 11:49, Andrea De Angelis
E' guerra a Tripoli. Quasi 100 morti e 400 feriti è il nuovo bilancio di due settimane di scontri nella sola capitale, dove le diverse milizie si contendono il controllo dell'aeroporto internazionale, in una prova di forza che non è solo territoriale e che si dimostra sempre più violenta. Anche a Bengasi, in Cirenaica, si sono contati soltanto ieri almeno 38 morti negli scontri tra forze speciali libiche e gruppi armati islamici.  
Tripoli, è guerra. Rientrati 100 italiani, Germania richiama diplomatici
  Cresce la tensione nel Paese anche dopo l'incendio ad un deposito di benzina, colpito stanotte da un razzo durante gli scontri vicino Tripoli. Pochi istanti dopo ha preso fuoco un secondo serbatoio di carburante, con il governo libico costretto a parlare del rischio di "una catastrofe umanitaria e ambientale dalle conseguenze difficili da prevedere". Una situazione che ha portato la Germania a richiamare il personale diplomatico. Lo ha affermato oggi a Berlino un portavoce del ministero degli Esteri in conferenza stampa, parlando di ''evacuazione''. A causa della pericolosità della situazione, Berlino aveva invitato i cittadini tedeschi a lasciare il paese già la scorsa fine settimana, sottolineando il ''rischio di rapimenti e attentati''. La Farnesina ha comunicato che oltre 100 italiani sono stati trasferiti fuori dal Paese negli ultimi giorni. "Di fronte dell'aggravarsi della crisi in Libia, il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha disposto da giorni un piano di tutela dei connazionali nelle zone più a rischio", ha comunicato il Ministero in una nota. "L'uscita dalla Libia è avvenuta con convogli via terra verso la Tunisia e con il ricorso a velivoli disposti dall'unita di crisi, uno dei quali è partito proprio questa mattina, grazie al concorso della nostra aeronautica militare, con destinazione Pisa -ha aggiunto la Farnesina - e l'Italia si è occupata anche del trasferimento di persone di nazionalità diversa". Per il momento l'ambasciata resta aperta.
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