Marino al rimpasto, nasce la giunta che paga pegno a Renzi

29 luglio 2015, intelligo
Marino al rimpasto, nasce la giunta che paga pegno a Renzi
Ignazio Marino ha deciso: quattro innesti per ripartire. Col fiato sul collo di Palazzo Chigi e mezzo Pd, con l’irritazione di Sel che esce dalla maggioranza e dà l’appoggio esterno, con una città nel caos. Il sindaco-chirurgo oggi presenta la nuova squadra dopo l’ondata di dimissioni dei giorni scorsi. Quattro assessorati-chiave, tutti targati Pd.

LA SQUADRA. E’ conosciuto come il senatore anti anti-Tav, nel senso di contro chi si oppone alla realizzazione della grande infrastruttura. Si chiama Stefano Esposito e da pochi minuti è il nuovo assessore ai Trasporti della giunta capitolina. Il suo è un assessorato-chiave vista la situazione di Atac e la “rivoluzione” annunciata da Marino. Esposito che è anche commissario Pd a Ostia, subentra a Guido Improta. Ma altrettanto strategica è la poltrona del nuovo vicesindaco: Marco Causi, parlamentare dem e già assessore della giunta Veltroni. 

Prende il posto dell’esponente di Sel Nieri che si è dimesso nei giorni scorsi, ma la mossa – chissà se ‘consigliata’ da Palazzo Chigi – ha già provocato un ‘mini-terremoto’ nei delicati equilibri della maggioranza perché Sel ha scelto l’appoggio esterno e da ieri non risparmia stoccate a Marino sulla gestione dell’operazione rimpasto. A Causi anche la delega al Bilancio fino a tre giorni fa nelle mani dell’assessore Scozzese, anche lei tra i dimissionari. Eppoi c’è l’outsider sul quale Marino ha puntato: Luigina Di Liegro, nipote di monsignor Di Liegro, fondatore della Caritas, che ha già avuto esperienza amministrativa come assessore alla Regione Lazio, appena entrata nell’Aula Giulio Cesare dopo le dimissioni di alcuni consiglieri dem finiti nella seconda inchiesta su Mafia Capitale. Infine a Marco Rossi Doria andrà la delega alla Scuola: la sua poltrona fino all’altro ieri era di Paolo Masini. 

IL MONITO DI RENZI. La mossa non è causale e arriva nel giorno stesso in cui Marino vara l’ennesima versione della sua squadra di governo. E’ Matteo Renzi a mettere in chiaro il concetto dalle colonne de Il Messaggero: “Marino sa che il Partito Democratico sta facendo tutti gli sforzi per dargli una mano. E sa che il Governo è pronto a continuare a collaborare con dedizione e tenacia. Adesso tocca a lui, presentare progetti credibili e concreti dalla visione strategica, fino alle buche per le strade o alla pulizia dei tombini quando piove: da sindaco so che la qualità di una buona amministrazione si vede anche e soprattutto da questi che non sono dettagli. Decida l'Amministrazione Comunale su quali progetti coinvolgere i cittadini e chiamare a raccolta le Istituzioni, a cominciare dalla Regione, il cui Presidente già in più occasioni si è mostrato sensibile e attento. Tocca al Sindaco, adesso, nessuno può sostituirsi. Se ne sarà capace, avrà il nostro appoggio. Noi ci siamo”. Più che una rassicurazione, quella di Renzi suona come una sfida, forse l’ultima per il sindaco-chirurgo. 

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LuBi

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