Grasso "che cola": cerimonia del Ventaglio con tanta carne al fuoco...

29 luglio 2015, Americo Mascarucci
Il presidente del Senato Piero Grasso è intervenuto questa mattina sugli argomenti di più stretta attualità in occasione della cerimonia del Ventaglio, il tradizionale incontro con la stampa parlamentare prima della pausa estiva. 

Grasso 'che cola': cerimonia del Ventaglio con tanta carne al fuoco...
Di carne al fuoco ce n’era davvero tanta, troppa. Grasso è partito dalle polemiche relative alle intercettazioni telefoniche e ai tentativi in atto di limitarne la diffusione. Da ex magistrato impegnato sul fronte della lotta alla mafia l’inquilino di Palazzo Madama ha ricordato che le intercettazioni sono uno strumento investigativo utile e necessario ma che non bisogna abusarne specie quando si rischia di compromettere diritti altrui, come il diritto alla riservatezza o al rispetto della propria vita privata. Grasso ha quindi lanciato la proposta di “un’udienza filtro” durante le indagini per stabilire quali intercettazioni sono realmente utili all’inchiesta, stralciando e distruggendo quelle senza alcuna rilevanza penale. Per quanto riguarda invece le registrazioni fraudolente, quelle cioè “rubate” in modo illecito, il presidente del Senato ha accolto positivamente la “retromarcia” del Governo sulla stretta annunciata che rischiava di ledere il diritto di cronaca ma ha altresì ribadito il dovere di perseguire con fermezza i pubblici ufficiali che divulgano illegalmente il contenuto di intercettazioni riservate. 

Sul tema delle riforme, Grasso ha auspicato un’ampia convergenza parlamentare e ha detto no alla ricerca del singolo voto (un richiamo non troppo esplicito al caso Verdini?). Ha altresì chiarito che il bicameralismo va superato, ma che il Senato deve essere ripensato come “camera di garanzia” cui affidare funzioni specifiche e non concorrenziali con quelle della Camera,  in particolare funzioni di inchiesta, di controllo, di nomina, di raccordo con l’Unione Europea. 

Non poteva mancare un riferimento alle polemiche relative al disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili con una dichiarazione che suona come una doccia fredda per la piazza di San Giovanni. Perché Grasso ha in pratica criticato il ritardo accumulato nel riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto e gay, quasi lasciando intendere la sua disponibilità a calendarizzare il prima possibile, cioè prima della chiusura estiva, l’esame del testo, come auspicato dalla senatrice Cirinnà (e domani come detto è in programma l’avvio della petizione promossa dal Movimento “Salviamo i Nostri Figli” contro le annunciate accelerate sul ddl). 

Una domanda ha riguardato anche il caso Crocetta. Nell’auspicare un accertamento della verità, l’ex magistrato antimafia ha ricordato che spetta alla politica assumere decisioni di carattere eminentemente politico e che non si può pretendere che la magistratura svolga di fatto un ruolo di supplenza andando a togliere alla politica “le castagne dal fuoco”. 

Infine sull’Europa Grasso ha affermato che “o si cambia direzione di marcia, oppure non avrà più significato”. Servono sicuramente regole ferree per il mantenimento dei conti pubblici, ma servono crescita, investimenti e sviluppo. Di troppo rigore si può insomma morire.

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