Eurotassa: arriva la mannaia? Monti al lavoro

29 luglio 2015, Luca Lippi
Eurotassa: arriva la mannaia? Monti al lavoro
Da diverse ore è partito il tam tam riguardo una tassa “europea” pronta a decollare su tutti, o quasi, i contribuenti dell’Unione Europea.

I dettagli non ci sono, in sostanza è stata già decisa ma non è stato deciso quale procedura seguire e a carico di chi, per il prelievo. Per questo compito è stato scelto Mario Monti che alla testa di un team di esperti dovrà individuare il modo per ottenere il bottino.

L’imposta europea sarebbe un tesoretto da amministrare per correre ai ripari nelle emergenze eventuali di un Paese membro (il caso della Grecia è emblematico). Questo sta a significare due cose, che potrebbe verificarsi ancora oppure che l’UE vuole guadagnare una fetta di profitto dalla strategia di “sussidiamento” perpetrata fino ad ora esclusivamente dalla finanza.

Abbandonando le ipotesi maligne (ma non biasimabili) la proposta dell’Eurotassa è del ministro del tesoro tedesco Wolfang Schauble il quale ha fatto infuriare la Merkel giacché la proposta è partita in autonomia totale senza consultare la cancelleria (segnali incontrovertibili di rottura in seno alla governance tedesca).

Ovviamente, insieme alla Merkel si infuria anche Hollande, e questo dovrebbe fare infuriare gli Stati Uniti che con Tsipras hanno impiegato sette mesi per fare entrare in contrasto Merkel e Hollande e ora si ritrovano nuovamente insieme a combattere una battaglia per il dominio politico in Europa.

Ad opporsi non sarebbero solo la Merkel e la Francia, ma tutti gli altri Paesi che a diverso titolo non vedono di buon occhio Bruxelles (tutti i Paesi dell’Europa del nord insieme alla Gran Bretagna). Per chi obiettasse circa la presenza della GB che non avendo adottato l’euro potrebbe non preoccuparsi della questione, nei fatti il nodo è proprio questo.

Monti dovrà decidere, oltre le modalità, se coinvolgere i 19 membri dell’eurozona, oppure tutti i 28 membri dell’Unione Europea.

Questo potrebbe creare qualche crepa nell’opera di tessitura dei rapporti che sta cercando di operare Schauble stesso con epicentro Berlino. Già la Gran Bretagna ha detto di no, ma sappiamo tutti come sono le dinamiche dell’UE, in sostanza è stata montata la struttura per l’esecuzione in piazza, si aspetta solo di sapere se il condannato saranno gli stati che dovranno “devolvere” parte della loro Iva e della loro Irpef a Bruxelles (probabile giacché da anni l’aumento di Iva è una delle sanzioni auree del Fiscal Compact) oppure se l’eurotassa graverà direttamente su redditi degli individui.

Non si può ignorare la smentita da parte di Mario Monti circa l'esistenza di un'eurotassa, quindi è certa. Se ne parlerà per diverse settimane, questo è certo, al momento solo ipotesi, ma conosciamo il “potere di sintesi” di Mario Monti.

L’unica nota positiva fra la marea di impopolarità e di assenza di equità, è che forse l’Europa farà il primo passo di una unificazione fiscale, l’unica cessione di sovranità dei Paesi membri accettabile. 

Ci sono voluti oltre due decenni, forse i nipoti potranno stendere la bandiera europea alle finestre prima o poi.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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