Iwobi (Lega): “Sì al servizio militare per responsabilizzare i giovani ma con una differenza”

29 luglio 2015, Andrea Barcariol
Iwobi (Lega): “Sì al servizio militare per responsabilizzare i giovani ma con una differenza”
“Una grave provocazione”. Intervistato da IntelligoNews, Toni Iwobi, responsabile Immigrazione della Lega Nord, giudica così l’episodio accaduto a Torino dove due consiglieri hanno rimosso il tappeto islamico per la preghiera, durante un convegno in Comune sull’economia islamica.

Come giudica il blitz dei due consiglieri a Torino?

«Chi ha voluto piazzare dei tappeti islamici all’interno di un Comune di una città ha fatto una grave provocazione, non è giusto neanche quello. Non è auspicabile dare questo spazio per una preghiera in Comune che è la casa di tutti i cittadini torinesi, indistintamente, non per l’uno o per l’altro. Bisogna dialogare per trovare una soluzione duratura, oggi parlare di religione è molto difficile e fare un atto del genere credo sia una strana provocazione».

Non le sembra un’azione un po’ in contraddizione con la proposta di Salvini di candidare Buttafuoco, convertito all’Islam, come governatore della Sicilia?

«Su questo discorso preferisco non entrare, non spetta a me parlare di questo argomento».

Alcuni dicono che in questo modo non si rispetta la laicità dello Stato, eppure quando si tratta di togliere le croci dalle scuole non si fanno gli stessi discorsi. Due pesi e due misure?


«E’ quello che sto dicendo. E’ giusto secondo lei mettere in discussione, la propria cultura e la propria tradizione, solo per accontentare un ospite? Per me non è giusto. La croce oltre a essere uno strumento religioso fa parte della cultura di questa società, di questo Paese, di questo popolo. E’ giusto rispettarla, è inutile che il mio ospite, che ho avuto la bontà di ospitare in casa mia, venga a mettere in discussione la mia cultura. In questo modo non si rispetta lo Stato è come andare in un Paese arabo e chiedere di non pregare in casa loro. E’ una questione di rispetto reciproco».

Salvini vuole reintrodurre il servizio militare. Non crede sia una proposta anacronistica, nonché una perdita di tempo e di soldi?

«Di soldi non credo, perché lo Stato non spende molto su questo, è un modo per responsabilizzare i nostri giovani. E’ un atto di responsabilità, è un invito a dare una mano anche in ambito sociale. Reintrodurre, magari riducendo anche i tempi di questa attività passando da un anno a 6 mesi, aiuterebbe e farebbe crescere i nostri giovani».

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