Da Forza Italia a Fine Italia: dopo Verdini, come si svuoterà il partito di Berlusconi

29 luglio 2015, Americo Mascarucci
Da Forza Italia a Fine Italia: dopo Verdini, come si svuoterà il partito di Berlusconi
Da Forza Italia a S-Forza Italia? No, siamo già oltre, a Fine Italia. Eh sì, perché il partito di Silvio Berlusconi al di là dei toni trionfalistici del leader, sicuro di tornare presto sulla cresta dell’onda, è ormai un movimento destinato alla frantumazione.

Denis Verdini, “l’uomo macchina” del partito, nonché l’organizzatore delle campagne elettorali del 2008 e del 2013, ha salutato e se ne è andato dopo aver certificato l’impossibilità di convivere con un leader, Berlusconi appunto, sempre più “prigioniero” del suo ristretto cerchio magico capitanato dalla compagna Francesca Pascale e dalla tesoriera di fiducia dell’ex Cavaliere Mario Rosaria Rossi. 

Verdini ha dato vita ad un nuovo movimento politico chiamato Alleanza Liberalpopolare per le Autonomie con l’obiettivo di collaborare con il Governo Renzi. Perché Verdini in tutti questi mesi è stato il principale punto di contatto fra Renzi e Berlusconi, ed in questo ruolo l’ex Cavaliere lo ha utilizzato proprio con l’intento di accreditarsi come interlocutore privilegiato del Premier sul piano delle riforme isolando il più possibile I Cinque Stelle da una parte e il Nuovo centrodestra dall’altro. 

Poi l’idillio fra il Presidente del Consiglio e l’uomo di Arcore si è rotto in seguito alla mancata condivisione sull’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, ma Verdini ha continuato a fare da pontiere con Palazzo Chigi sperando di riannodare i fili del dialogo.

Ormai però fra i forzisti l’ala dura, quella dei falchi alla Brunetta, aveva preso il sopravvento e a Denis non è rimasto che abbandonare quella casa che lui stesso aveva contribuito a costruire. Il nuovo movimento non confluirà nel Partito Democratico come molti sostengono, ma sicuramente sarà una costola del futuro “Partito della Nazione” sognato da Renzi per andare oltre il Pd dando vita ad una coalizione che, unendo esperienze politiche diverse ma accomunate dagli interessi generali del Paese, consenta all’Italia di portare a termine quella stagione delle riforme necessaria a far ripartire e progredire il “sistema paese”.

 Nella formazione di Verdini dovrebbero presto confluire anche i parlamentari di Scelta Civica, la formazione politica fondata da Mario Monti, quel “partito di responsabili” che dopo l’uscita di scena del “professore” e Senatore a vita  ha scelto di sostenere il Governo Renzi. 

Scelta Civica in pratica dovrebbe diventare la componente liberale e moderata del nuovo Partito della Nazione.

Un progetto tutto da costruire ma che intanto sta facendo implodere Forza Italia ormai condannata a dissolversi sotto la spinta di forze contrarie. 

Da una parte i fedelissimi di Berlusconi barricati intorno al capo come in una sorta di “Ridotto della Valtellina”, dall’altra i filo leghisti sempre più attratti dalla prospettiva di unirsi definitivamente a Matteo Salvini.

Lo strapotere che il ristretto cerchio magico berlusconiano continua ad esercitare sul leader e sulle strategie di partito, dopo aver favorito la fuga di Raffaele Fitto da una parte e di Verdini dall’altra, potrebbe presto agevolare questo esodo in direzione della Lega Nord, visto che sono sempre più gli azzurri che vedono in Salvini l’ultima speranza di salvezza e di rilancio per un centrodestra in “prognosi riservata”.


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