Caso Azzollini, Sibilia (5S): “Ora è chiara la coscienza del Pd e ve la spiego"

29 luglio 2015, Lucia Bigozzi
Caso Azzollini, Sibilia (5S): “Ora è chiara la coscienza del Pd e ve la spiego'
“Due pesi e due misure. Oggi il Pd ‘salvando’ Azzollini col voto espresso con libertà di coscienza, ha mostrato la sua vera coscienza: non pregiudicare l’alleanza di governo”. Netto il commento di Carlo Sibilia, parlamentare 5S, uno dei cinque coordinatori del Movimento, che nella conversazione con Intelligonews si scaglia contro la casta e rilancia l’idea di togliere al Parlamento la decisione sulle richieste di arresto per deputati e senatori che arrivano dalla magistratura. 4

 La senatrice 5S Lezzi in un post pubblicato sul blog di Grillo si domanda: “Azzollini in galera o salvato dal Pd?”. Qual è la sua risposta?

«La risposta sta nell’esito del voto: il Senato ha respinto la richiesta d’arresto per Azzollini presentata dai magistrati di Trani. Più chiaro di così. In Giunta per le autorizzazioni il Pd aveva votato per l’arresto, poi hanno preso tempo e nel frattempo il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso del senatore, e oggi in Aula hanno cambiato nuovamente direzione. E’ il loro modo per proseguire l’intesa di governo con Ncd soprattutto in vista della Finanziaria. Un partito, che come il Pd, negli ultimi mesi ha avuto numerosi esponenti indagati o arrestati. Il punto è che la magistratura individua irregolarità, fa le inchieste, chiede gli arresti e poi la politica ci mette la zampa e salva l’indagato di turno in Parlamento»

Come giudica il cambio di direzione del partito di Renzi? E’ il solito due pesi e due misure visto che i dem non hanno esitato in passato a votare l’arresto di suoi parlamentari, uno su tutti, Genovese.

«Il Pd è molto furbo e sa leggere i momenti. Ai tempi dell’arresto di Genovese c’erano le elezioni alle porte, oggi invece che il traguardo elettorale non è così vicino, evidentemente hanno ritenuto di dover ‘salvare’ Azzollini per continuare a governare con l’alleato centrista senza scossoni che, invece, avrebbero potuto pregiudicare i delicati equilibri di governo e i numeri in Parlamento, specie quelli ballerini al Senato. Non solo, ma adesso il Pd è alle prese con lo scandalo di Mafia Capitale, per non parlare della vicenda Mps sulla quale siamo riusciti ad ottenere una commissione d’inchiesta. Ecco perché i dem hanno adottato la doppia strategia che non vale per Genovese ma vale per Azzollini».

Sta dicendo che il capogruppo Pd Zanda ha sbagliato a lasciare libertà di coscienza ai propri senatori?

«Diciamo che lasciando libertà di coscienza, di fatto è stato mostrato a tutti quale è la coscienza del Pd. Hanno dovuto salvare dall’arresto un senatore del maggior partito alleato pur di non interrompere la legislatura. Contenti loro… ma i cittadini sono assolutamente in grado di trarne le conseguenze e alla fine sono solo loro ad avere l’ultima parola nella cabina elettorale»

Scusi ma la presunzione di innocenza che fine ha fatto a casa vostra?

«In un Paese normale, quando la magistratura fa una richiesta di arresto, il Parlamento non è tenuto a votare. Accade solo in Italia ed è un altro privilegio della casta che si auto-conserva. E’ la casta a decidere se votare o meno una richiesta dei magistrati che hanno indagato su una vicenda poco chiara. E anche il clichè è sempre il solito: si tira in ballo il concetto di fumus persecutionis. Ma quale persecuzione…Se vale il fatto che di fronte alla richiesta di arresto presentata dai pm la politica risponde no, allora un cittadino che si vede recapitare una cartella dall’Agenzia delle Entrate e poi un’altra di Equitalia perché dovrebbe pagare? Se la politica fa questo, anche i cittadini possono fare altrettanto ma così saremmo all’anarchia. Noi siamo per il rispetto delle regole, ma devono valere per tutti, senatori e cittadini»

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