Gli Appennini festeggiano il Camoscio Day con 2700 esemplari: +45% nel 2015

29 luglio 2016 ore 13:37, Micaela Del Monte
Oggi è il Camoscio Day, e quale giorni migliore per annunciare una bella notizia? Infatti, secondo le ultime stime, i camosci appenninici nei parchi nazionali della Majella, di Abruzzo, Lazio e Molise, del Gran Sasso-Monti della Laga, dei Monti Sibillini e nel parco regionale Sirente Velino, sono aumentati nel 2015 del 45% rispetto all'anno precedente. 

Nel 2015 infatti i camosci sono arrivati a 2700 esemplari sugli Appennini, pienamente raggiunto dunque l’obiettivo che si posero gli studiosi nel 1991, ripopolare duemila camosci appenninici oltre i duemila metri nel 2000. Il Camoscio Day coincide anche con l’ultima tappa della ”Carovana del camoscio appenninico”, campagna itinerante di Legambiente che a Farindola, nel Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga, dedicherà un intero fine settimana al camoscio. E per l’occasione sarà firmata la Carta di Farindola per la tutela del camoscio, per rinsaldare la collaborazione tra i Parchi e le Comunità locali. 

La strategia di conservazione del camoscio nei parchi dell’Appennino centrale può anche essere considerata un caso esemplare di successo della ricerca made in Italy all’interno dei Parchi, perché sono state sperimentate alcune tecniche di cattura e rilascio, totalmente innovative e mai usate prima su questa specie: le box trap e le up-net. Si tratta di dispositivi per catture ”collettive” che hanno il vantaggio di trasferire un certo numero di animali simultaneamente, condizione favorevole per il trasferimento in nuove aree di animali che vivono in gruppo. Ed ecco alcuni dati sulla presenza dei camosci, parco per parco. Nel Parco della Majella c’è la più grande popolazione di camosci appenninici al mondo: più di 1100. Un centinaio vivono nel Parco dei Monti Sibillini; nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise gli ultimi dati disponibili (autunno 2015) indicano la presenza di 523 individui in quella che è ricordata come la colonia madre, unica area al mondo da dove questo animale non è mai scomparso. Nella necolonia del Parco regionale Sirente Velino si contano 31 individui totali accertati; in salute anche la popolazione del Parco del Gran Sasso che ha una popolazione che si attesta oltre i 1000 esemplari.

Il camoscio più bello del mondo, come viene unanimemente definito dagli zoologi, il camoscio appenninico può essere considerato a pieno titolo un ambasciatore dei Parchi Italiani. Non solo rappresenta un caso di successo internazionale per le politiche di conservazione di una specie a rischio, ma la sua tutela è legata strettamente a quella del territorio in cui vive e alle politiche di istituzione delle aree protette. Insomma, se non ci fossero stati i Parchi dell’Appennino con tutta probabilità il camoscio non sarebbe sopravvissuto. Il camoscio appenninico non va confuso con il più diffuso camoscio alpino che è proprio una specie diversa (Rupicapra rupicapra), ampiamente diffuso sull’arco alpino, che gode di un regime di protezione inferiore, maggiormente imparentato con i camosci nord-orientali, rispetto a quello appenninico che invece appartiene ai camosci sud-occidentali, che lo rendono più simile ai camosci presenti in Spagna.

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