Faida di 'ndrangheta dietro omicidio Polimeni. Esecutori e mandanti in manette

29 luglio 2016 ore 14:42, Americo Mascarucci
E' stata ribattezzata Operazione "Kalanè" l'indagine contro la criminalità organizzata a Reggio Calabria che ha portato a diversi arresti. 
La Polizia ha fermato alcune persone ritenute responsabili di omicidio e tentato omicidio premeditato. Ai fermati si contestano anche detenzione e porto abusivo di armi da fuoco e ricettazione, aggravati dalla circostanza di aver commesso i fatti per agevolare le attività della 'ndrangheta.
L’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria colpisce mandanti ed esecutori materiali di tre gravissimi fatti di sangue – un omicidio e due tentati omicidi – avvenuti nei mesi di febbraio e aprile scorsi nel contesto di un conflitto scaturito in seno ad una famiglia mafiosa per l’affermazione della leadership e il dominio criminale nel reggino. 
Nell'operazione sono stati impiegati 80 uomini della Polizia di Stato. 
L’inchiesta svelerebbe i retroscena delle violente azioni di sangue, fra cui l'omicidio di Domenico Polimeni, che i sicari di due schieramenti in lotta hanno posto in essere con premeditazione, individuando accuratamente le abitudini delle vittime i tempi e i luoghi in cui colpirle con l’uso di armi. Alla base dell’inchiesta numerose intercettazioni. 

Faida di 'ndrangheta dietro omicidio Polimeni. Esecutori e mandanti in manette
Le indagini condotte dalla Squadra Mobile si sono basate essenzialmente sui risultati delle intercettazioni telefoniche, ambientali e delle video riprese disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Gli elementi acquisiti nel corso delle attività tecniche qavrebbero consentito di ricostruire le dinamiche criminali dei più gravi fatti di sangue verificatisi a Reggio Calabria negli ultimi mesi e le causali che li hanno determinati.
Gli indagati sono accusati dell'omicidio di Domenico Polimeni, di 48 anni, e del ferimento del collaboratore di giustizia Giuseppe Greco (46), avvenuti il 3 aprile scorso, e del tentato omicidio di Antonino Princi (45) anni, sfuggito alla morte, il 9 febbraio scorso, al termine di un inseguimento in auto.

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