Parisi, Rampelli (FdI): "Più che lanciare anatemi, spieghi: è veramente alternativo a Renzi?"

29 luglio 2016 ore 16:26, Andrea Barcariol
Non nasconde le sue perplessità Fabio Rampelli, capogruppo di FDI alla Camera, sul progetto di federazione lanciato da Stefano Parisi che ha ricevuto l'investitura da Berlusconi. 

Parisi parla di una "federazione" ed evidenzia che "chi non ci sta resta fuori". Cosa ne pensa?

«Fino a oggi l'unico ruolo di Parisi è quello di consigliere comunale a Milano, non so a quale titolo e in rappresentanza di chi avanzi queste idee. La prima cosa indispensabile da chiarire è la proposta in caso di vittoria del no al referendum costituzionale. C'è la disponibilità di Parisi a un governo di larghe intese o a un Renzi bis?Questo è il punto centrale più che i suoi anatemi su chi dovrebbe stare dentro o stare fuori la federazione. Si deve chiarire se c'è la volontà di costruire un blocco alternativo alla sinistra ora o sempre».

Dire che "tocca all'area moderata stabilire la rotta" sembra un modo per tagliare fuori la Meloni e Salvini.

«Dal 1993 in Italia c'è una storica alleanza tra il cosiddetto mondo moderato e la destra senza la quale non ci sarebbe stato il governo Berlusconi. Vorrei ricordare che all'epoca i poli erano due e non tre, quindi oggi voler limitare l'alleanza alle forze moderate significa dire di volere Alfano e quindi l'Ncd dei ribaltonisti e non Fratello d'Italia e la Lega. Tutto ciò porta a due conseguenze: la prima a un governo di larghe intese con la sinistra, la seconda a un governo del Movimento 5 Stelle con l'esclusione dal ballottaggio, che per ora è previsto dalla attuale legge elettorale, del centrodestra».

Parisi, Rampelli (FdI): 'Più che lanciare anatemi, spieghi: è veramente alternativo a Renzi?'
Parisi ha parlato di federazione tra partiti con "valori comuni". Cosa ne pensa
?

«Allo stato attuale i valori di Alfano sono comuni sì, ma con quelli del Partito Democratico, visto che è il ministro degli Interni del governo Renzi».


E' più un tentativo di far rinascere il centrodestra o di arrivare alle larghe intese? 


«Sono prove tecniche per avvantaggiare Renzi, i poteri forti, per stare in coda rispetto alle continue interferenze di altri Paesi Europei sull'Italia. E' una proposta che va contro il concetto di sovranità popolare e nazionale. Noi siamo pronti a un'alleanza di centrodestra in presenza di chiare regole di ingaggio che non sono solo quelle su come si seleziona il leader, ma anche regole sulla formazione dei valori e dei progetti su cui una federazione deve ritrovarsi. Non possono esserci astratti richiami autoritari, detto in due parole, bisogna passare dalla monarchia alla repubblica. C'è stata una lunga epoca di leaderismo incontrastato, incondizionato e autoritario che ha condizionato tutta la politica italiana, ora bisogna costruire, attraverso modelli partecipativi e con la condivisione dei cittadini, la Repubblica».

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