Erdogan ora controlla esercito e servizi. E' presidenzialismo di fatto

29 luglio 2016 ore 15:05, Americo Mascarucci
Pare proprio che il fallito golpe in Turchia sia servito ad Erdogan per concretizzare quel "presidenzialismo di fatto" che ha sempre sognato.
Da anni Erdogan punta a cambiare la Costituzione superando il sistema parlamentare e introducendo un presidenzialismo alla francese, impresa finora fallita a causa dell'impossibilità di trovare in Parlamento la maggioranza qualificata per attuare la modifica della Costituzione.
Quello che però non è concesso sulla carta, Erdogan se lo starebbe accaparrando con il ricorso alla legislazione d'emergenza.
E' riuscito nell'impresa di sottomettere l'Esercito che fino ad oggi era incaricato dalla Costituzione kemalista di custodire la laicità dello Stato, arrestando tutti i comandanti a lui ostili con l'accusa di aver partecipato al fallito golpe: ma non solo, Erdogan pare deciso a sottomettere al suo diretto controllo anche l'ufficio del capo di Stato maggiore e i servizi segreti, finora legati al governo.
Insomma un presidenzialismo di fatto motivato da "ragioni d'emergenza". Anche se il golpe è fallito e generali, ufficiali della polizia, magistrati, giornalisti sono in carcere con l'accusa di tradimento e attentato alla costituzione. 

Erdogan ora controlla esercito e servizi. E' presidenzialismo di fatto
Intanto Ankara continua ad insistere con la richiesta di arresto da parte degli Usa e di estradizione in Turchia dell'imam Fethullah Gülen, accusato di essere il regista del colpo di stato e che Erdogan ora definisce apertamente terrorista (nonostante Gulen nel 2002 sia stato determinante per la prima vittoria di Erdogan alle elezioni parlamentari).
Secondo il ministro della Giustizia, le autorità turche avrebbero ricevuto informazioni di intelligence su un presunto piano di fuga dell'imam dagli Stati Uniti verso un Paese che non ha un accordo di estradizione con la Turchia. 
Gulen respinge le accuse e si dichiara "sicuro" in Usa.
"Le autorità del governo degli Stati Uniti hanno detto chiaramente che seguiranno le procedure legali nel rispetto della legge e del diritto" ha detto Gulen in un editoriale pubblicato sul New York Times con il quale invita l'America a non accettare le condizioni poste da Erdogan. 
"Se degli individui che leggono le mie opere o che ascoltano i miei discorsi o simpatizzano con le mie idee sono stati coinvolti nel colpo di stato, allora quello che hanno fatto è un tradimento dei miei valori di base" aggiunge l'imam chiamandosi fuori da qualsiasi coinvolgimento.


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