Meloni boccia Parisi "pro Renzi": "Se vuole resti al governo si schieri col sì"

29 luglio 2016 ore 20:05, Americo Mascarucci
"Parisi è funzionale ad un governo Renzi bis in caso di vittoria del No al referendum? Certamente un governo di unità nazionale non avrà i nostri voti"
Giogia Meloni leader di Fratelli d'Italia boccia Stefano Parisi dopo aver letto l'intervista del nuovo pupillo di Berlusconi al Corriere della Sera nella quale ha dichiarato:
"Se vincesse il No - ha detto Parisi -  la legislatura dovrebbe continuare per consentire al Parlamento di tornare a legiferare, così da abolire il Senato e consentire — nella prossima legislatura — la nascita di un’Assemblea costituente, cui spetterebbe modificare in modo più compiuto la nostra Carta. L’Italia - ha aggiunto Parisi - ha bisogno di un governo più forte, con un presidente del Consiglio più forte. Per fare tutto questo servirebbe un esecutivo chiamato a predisporre un processo Costituente nuovo e bipartisan. Bisognerebbe dare il tempo alle Camere di lavorare fino al 2018, anche per varare una legge elettorale adeguata: perché la maggioranza di governo deve rispecchiare la maggioranza degli italiani". 
La Meloni non ci sta e per tutta risposta ha replicato a distanza: "Ha un curriculum aziendale di tutto rispetto ma dal punto di vista politico non ho trovato la sua campagna elettorale la migliore in assoluto: era più facile per lui vincere a Milano di quanto non lo fosse per la Appendino vincere a Torino". 
In una intervista a Il Tempo Meloni ha spiegato:
"Talvolta mi dà l'impressione di volersi collocare in un'area politica della quale un pò si vergogna e non mi sembra una strategia vincente. Sono rimasta colpita dalla sua considerazione su Renzi che dovrebbe restare a Palazzo Chigi nonostante l'eventuale sconfitta al referendum: è stato Renzi a dire che il voto sulle riforme avrebbe rappresentato anche un pronunciamento popolare sulle sue politiche, dalle norme sulle banche all'immigrazione. Se uno crede che Renzi debba restare al governo, tanto vale faccia campagna per il sì e tentare di mettere in piedi l'ennesimo inciucio costituirebbe una scelta definitiva. Con il sostegno a un Renzi-bis - per Meloni - l'alleanza non esisterebbe più: è troppo facile fingere di essere alternativi al Pd nei momenti di tranquillità per poi schierarsi con l'avversario quando è l'ora della battaglia: vedi il caso Roma". 

Meloni boccia Parisi 'pro Renzi': 'Se vuole resti al governo si schieri col sì'
Insomma alla Meloni scotta ancora la sconfitta di Roma che poteva essere evitata se Forza Italia avesse appoggiato la sua candidatura invece che quella di Alfio Marchini. La Meloni al ballottaggio sarebbe almeno andata. 
"Il messaggio è che anche noi vogliamo una coalizione più ampia possibile - ha spiegato la Meloni - ma credibile, che si formi sulle idee e non sugli interessi di Palazzo: le accozzaglie opportunistiche non funzionano e il caso Marchini lo insegna"

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