Alemanno-Marino: scintille “a distanza” a Ballarò. L’ex senatore su di giri attacca il sindaco “dialogante”

29 maggio 2013 ore 13:28, Francesca Siciliano
Alemanno-Marino: scintille “a distanza” a Ballarò. L’ex senatore su di giri attacca il sindaco “dialogante”
Il primo scontro in vista del ballottaggio tra Gianni Alemanno e Ignazio Marino si è consumato ieri sera. Entrambi ospiti “a distanza” del salotto televisivo di Floris, hanno dato il via all’ultimo sprazzo di campagna elettorale che si prospetta essere particolarmente dura, molto di più rispetto a quella “combattuta” fino ad ora considerata da molti sottotono.
Scambio di battute e saluti «da separati in casa» chiosa Gianni Alemanno, perché Ignazio Marino non ha voluto partecipare al dibattito in diretta, («si è tirato indietro?» si chiede il sindaco) preferendo fare un collegamento dal suo comitato elettorale.  Il sindaco uscente, intervenendo anche lui dalla propria “base” (con alle spalle il nuovo slogan “Vince chi vota”) ha ribadito la necessità di un confronto tra i due candidati, «almeno per salutarsi». Desiderio esaudito, detto fatto: il saluto è arrivato, ma non ha evitato uno scambio di battute al vetriolo tra i due competitor. «Ci vedremo in Campidoglio per il passaggio di consegne», ha detto con tono di sfida Marino all’indirizzo del sindaco. Alemanno ha sorriso ma non si è lasciato indispettire: «Per rispetto degli elettori bisogna convincerli ad andare a votare: bisogna incontrarsi anche prima del ballottaggio». Marino al contrattacco di un  avversario “dialogante”:  «Mi sembra che i miei elettori ci siano andati a votare». Impassibile Alemanno: ha mantenuto l’aplomb, ma senza lasciarsi schernire. Ma Marino ha indossato l’elmetto: «Alemanno si è occupato di portare a Roma la Formula Uno, ma gli conveniva portare il mondiale di motocross... viste le buche, la pista già c’è!». Stoccata di Alemanno: «Siamo giunti alle comiche?». Poi qualche scambio di frecciate: per il sindaco uscente il difetto peggiore del suo sfidante «è che si occupa di politica solo dal 2006 ma non si è mai occupato della Capitale (Marino è genovese, ndr), non conosce la città e non ne conosce i problemi: è un estraneo». Sul finale del menù botta e risposta con retrogusto di cianuro, lo stesso Floris ha cercato di smorzare il crescendo di toni dell’ex senatore dem, buttandola sul calcio e chiedendo a entrambi per quale squadra hanno tifato al derby capitolino. «Il sindaco è sopra le parti» ha glissato Alemanno. Marino non ha perso l’occasione per un altro affondo: «Io non ho guardato la partita, ho preferito andare a parlare con i cittadini di Ostia e a mettere un mazzo di fiori nel luogo in cui è stato rinvenuto il corpo di Pasolini e...». Time out di Floris: fine del collegamento. Sallusti non vuol perdersi la chiosa: «Marino è superbo e arrogante. Bersani insegna che prima di essere spavaldi bisogna aspettare il risultato uscito dalle urne».
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