Riunione in corso. I dolori del “giovane” Ncd e il "caso" Lupi…

29 maggio 2014 ore 15:50, Lucia Bigozzi
Riunione in corso. I dolori del “giovane” Ncd e il 'caso' Lupi…
E’ il momento dei “puntini” sulle “i”. Il dopo-voto consegna un quadro “liquido” nel centrodestra scomposto e da ri-comporre. Oggi tocca al Nuovo Centrodestra tracciare il bilancio della performance elettorale e analizzare cosa non ha funzionato a dovere.
Perché se è vero che il 4,4 per un partito nato cinque mesi fa, senza risorse e una struttura organizzativa “in corsa”, è altrettanto vero che le aspettative e i sondaggi della vigilia consegnavano al partito di Alfano un 6-7 per cento di tutto rispetto. Cifra sulla quale sia come partito che come alleato di Renzi, Ncd avrebbe potuto impostare più saldamente la propria navigazione politica. Non è andata così e al di là del “abbiamo salvato la pelle” di Cicchitto e degli altri big, restano i famosi “puntini” sulle “i”. Che oggi nel vertice tra i big politici metterà sul tavolo, malumori, proposte, rivendicazioni. Come quella degli esponenti calabresi del partito che avendo incassato il 12 per cento dei consensi in ambito regionale, ora chiedono al leader una poltrona di sottosegretario: in pratica quella lasciata vacante dal conterraneo calabrese Gentile. Ma non basta: nel cahier des doleance c’è anche il doppio incarico di Alfano – ministro dell’Interno e leader del partito, più volte finito nel mirino delle critiche. Se Alfano si fosse occupato a tempo pieno del partito, non ci saremmo fermati al 4,4 per cento, è il refrain che alcuni esponenti ripetono, pronti a porre la questione nel “parlamentino”. A surriscaldare il clima c’è anche il “caso Lupi”, fresco fresco di designazione a Strasburgo. Il ministro delle Infrastrutture dovrà scegliere tra l’incarico di europarlamentare e quello nel governo Renzi. Doppia opzione che ancora il diretto interessato non pare aver deciso e la cosa agita – non poco – i ranghi del partito. Il ragionamento, anzi il timore, è che se Lupi dovesse preparare la valigia per Strasburgo, il dicastero “pesante” di Porta Pia potrebbe non toccare più a Ncd. Anche perché negli scenari liquidi del post-voto tutto è in movimento, perfino dalle parti dell’opposizione dura e pura di Sel (gli spifferi di Intelligonews parlano di una componente “miglioriana” più incline a sostenere il governo con un impegno “diretto”). Per questo, assicurano i malpancisti del Nuovo Centrodestra, oggi la matassa si dovrà sbrogliare. Ma i nodi appaiono ben stretti…
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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