Draghi teme Grexit, Lagarde la vorrebbe... anzi no

29 maggio 2015, Luca Lippi
Draghi teme Grexit, Lagarde la vorrebbe... anzi no
Aggiornamento sullo stato dell’arte, parliamo di Grecia, e parliamo di Mario Draghi e Christine Lagarde. Riportiamo una frase di Mario Draghi di ieri alla conferenza stampa del Financial Stability Review, documento con cui il massimo istituto finanziario europeo fa il punto sulla situazione finanziaria dell’Unione Europea. 

Il numero uno della BCE dice: “In assenza di un rapido accordo sulle necessità di riforme strutturali il rischio di un aggiustamento al rialzo dei premi sul rischio richiesti sui Paesi dell’area euro vulnerabili potrebbero materializzarsi”.

Ormai è chiara la strategia di Draghi, mai soffermarsi sul senso stretto delle sue parole ma cercare da subito di capire il perché lancia certi messaggi. Nei fatti, esprime un timore reale per la crisi greca, teme soprattutto per il suo QE; Mario Draghi è un moderato (nei modi), se è lui a parlare di allarme corrisponde a una catastrofe per chiunque altro e quindi fa un certo effetto percepire apprensione.

Parla chiaramente di rischio contagio e pronunciandosi al riguardo con determinazione sta dicendo alla Grecia di accettare ogni soluzione prospettata. Il presidente della BCE al contrario “della politica”, usa i numeri per quello che valgono e pur individuando una crescita del PIL, questa è troppo ininfluente perché sia interpretata come segnale positivo.

La “gara” con Cina e India non c’è, e peggio di riconoscere la superiorità dei mercati emergenti c’è la mortificazione di perdere la scia anche degli Stati Uniti. Una Grexit in questo momento sarebbe una sventura senza precedenti.

Di diverso parere sarebbe Christine Lagarde che durante la riunione dei ministri delle finanze e dei banchieri centrali del G7 a Dresda avrebbe detto che l’uscita della Grecia dall’euro “non sarebbe una cosa da poco” tuttavia aggiunge che “non sarebbe la fine dell’euro”. Al contrario di quanto sentito nei giorni scorsi dalle autorità elleniche, Lagarde ha corretto le voci smentendo ogni accordo che non sia la sottoscrizione completa del programma proposto dal FMI alla Grecia. Poi però, ha fatto in fretta la signora Lagarde a “scaricare” ogni responsabilità di un’eventuale uscita della Grecia sull’Europa e sulla BCE.

Nella serata il colpo di scena! Il FMI smentisce le dichiarazioni della Lagarde. Il portavoce del Fondo Monetario Internazionale, Gerry Rice scrive che “ci sono stati problemi con la traduzione”; va bene accettiamo la smentita, ma qualcuno è in grado di dirci cosa avrebbe detto Christine Lagarde?

E’ sempre più un gioco delle parti, continuiamo a nutrire sospetti speculativi dei mercati sulla vicenda.

autore / Luca Lippi
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