Aif e Ior, calo delle operazioni sospette: la svolta da Benedetto XVI a Francesco

29 maggio 2015, intelligo
Aif e Ior, calo delle operazioni sospette: la svolta da Benedetto XVI a Francesco
Un altro importante risultato dell’era Bergoglio? Il grande passo verso la trasparenza ha funzionato e ovviamente gli elogi si sprecano alla notizia che sono calate le attività finanziarie illecite in Vaticano.

Almeno secondo il Rapporto 2014 dell'Authority finaziaria vaticana (Aif) che"ha ricevuto 147 segnalazioni di attività sospette", si legge, delle quali "141 dagli enti vigilati, 4 dalle autorità della santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano e due da altri enti".

Si tratta certamente di un grande risultato, ma anche risultato anche dalla riforma intrapresa da Benedetto XVI. Già, Ratzinger aveva ricercato per primo la trasparenza nella gestione delle finanze vaticane e nello Ior, un’opera di risanamento e pulizia che però è stata da più parti ostacolata. Anche il ministro dell’Economia della Santa Sede Gorge Pell lo ammise.

E se ora come afferma il Rapporto "dal numero e qualità delle segnalazioni emerge un graduale e complessivo consolidamento dei meccanismi di segnalazione, una maggiore consapevolezza degli obblighi di prevenzione e contrasto delle attività finanziarie da parte dei soggetti vigilanti e una crescente efficacia del sistema nel suo insieme", è anche merito suo insieme a Papa Francesco. 

Purtroppo le date inducono nell'errore di dire che la svolta legalitaria è stata innescata dall'elezione di Jorge Mario Bergoglio, solo perché nel 2011 le segnalazioni erano state due, nel 2012 sei, nel 2013 ben 202. 

Ma quanto è costato a Ratzinger rompere per primo gli argini di una "diga" di opposizione interna forte e nemica?

Chi volle ostacolare ad ogni costo il risanamento dello Ior “cacciando” l'allora presidente Gotti Tedeschi?

La storia non va mai dimenticata e insegna. 
autore / intelligo
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