L’ira del Pd (i tweet) su Rosy: il De Luca furioso prepara la denuncia

29 maggio 2015, intelligo
L’ira del Pd (i tweet) su Rosy: il De Luca furioso prepara la denuncia
Poche righe affidata alla nota dell’ufficio stampa dopo l’ufficializzazione della lista dei cosiddetti “impresentabili” da parte della presidente della Commissione parlamentare Antimafia: Vincenzo De Luca denuncia Rosy Bindi per diffamazione. 

Non solo: lo staff del candidato Pd a governatore della Campania fa sapere che “la sfida ad un pubblico dibattito per sbugiardarla”. Ma è anche dal Pd, il partito dell’ex ministro, che partono i missili terra-aria. 

Tutti contro la BindiIl presidente dei dem Matteo Orfini, che renziano non è, ci va giù duro e l’accusa di “riportare ai processi di piazza, quando si aizzavano le folle”. Bolla come “incredibile istituzionalmente, giuridicamente, ma anche culturalmente” l’iniziativa della Commissione e aggiunge: “Come noto non ho mai avuto un buon rapporto con De Luca. Ciononostante, quello che sta accadendo in queste ore è davvero incredibile. Siamo in uno stato di diritto in cui le sentenze le emette la magistratura e in cui la candidabilità o meno di qualcuno la decide la legge. Un paese in cui si è innocenti fino al terzo grado di giudizio”. Infine l’affondo sulla Bindi: “Dispiace che a rendersi protagonista di un gesto del genere sia Rosy Bindi, che evidentemente ha deciso di piegare le istituzioni ai propri obiettivi di battaglia interna al Partito democratico”. 

Ancora più esplicito il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone in 140 caratteri via Twitter: “La commissione Antimafia non può essere usata per vendette politiche. È uno strumento troppo importante, non può essere svilito così #Bindi”. Sulla stessa lunghezza d’onda la parlamentare campana Pina Picierno che “cinguetta” così: “Non capisco in base a quale criterio una commissione parlamentare si arroghi il diritto di distinguere i buoni dai cattivi a 48h dal voto #antimafia”.

 E Luigi Zanda senatore dem, rincara la dose parlando di “barbarie politica” perché “denunciare i candidati impresentabili alle elezioni regionali è cosa necessaria e giusta. Che lo debba fare la commissione Antimafia è, ormai, un fatto, ancorché opinabile. Ancor più opinabile è che la denuncia dell'Antimafia riguardi candidati con procedimenti ancora in corso e con imputazioni per reati non di mafia. E' invece una pura barbarie politica che l'Antimafia, non essendo riuscita a farlo prima, dia pubblica comunicazione dei risultati dell'istruttoria dei suoi uffici, a poco più di 24 ore dall'apertura delle urne e a poche ore dall'inizio del silenzio elettorale”.

LA DIFESA. Rosy Bindi cerca di schivare i missili dem spiegando che non c’è alcuna “ingerenza nella campagna elettorale, abbiamo solo fornito una fotografia per informare i cittadini della qualità della classe politica che vanno a votare”. In conferenza stampa sottolinea che la Commissione ha scattato “una fotografia. Abbiamo utilizzato dati pubblici ma non accessibili ai cittadini. Rientra nella nostra missione, e se non lo avessimo fatto ce ne avrebbero chiesto il perché”.

Tra accuse e controaccuse resta un dato: il gran ‘pasticcio Pd’. 

LuBi
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]