Ricette: Lorenzin riscrive "l'appropriatezza" e le penalità per i medici. Retromarcia?

29 marzo 2016 ore 9:48, Luca Lippi
Frenata piuttosto importante sul decreto appropriatezza da parte del Ministro Lorenzin, in concreto deve esserci stato un ravvedimento che l’ha costretta ad anticipare il contenuto di un nuovo provvedimento che cancella il taglio di prestazioni a malati oncologici, cronici e disabili; prevede la possibilità di prescrivere più esami e test in una sola ricetta, dunque senza più il rischio di maxi ticket; elimina le maxi sanzioni ai medici che subiranno anche meno burocrazia.
Così a prima vista possiamo valutare il provvedimento come una piacevole sorpresa pasquale per decine di migliaia di malati che, con la riforma, hanno assistito al cambio di testimone da un’epoca in cui potevano far affidamento sulla gratuità delle prestazioni ad una in cui diventa invece necessario, per numerosi esami medici, mettere mano al portafogli.
Leggiamo dalla circolare, che ha tutta l’aria di ribattere le pieghe spigolose del decreto sull’appropriatezza (circolare fatta pervenire tempestivamente a tutte le Regioni nella giornata del 27 marzo ultimo scorso), che viene lasciato ai medici il “potere” che deriva loro dalla sacralità del motto-dovere “scienza e coscienza” che per i dottori è uno scudo da non mettere mai in discussione. Poi si prenderanno tutte le precauzioni e tutte le rivisitazioni necessarie e sufficienti al riesame delle problematiche e alla raccolta di informazioni “pratiche” intorno a un tavolo tecnico con l’obiettivo di riscrivere le regole tenendo conto delle rimostranze espresse dalle associazioni di categoria e con la supervisione delle Regioni stesse e soprattutto dei medici. 

Ricette: Lorenzin riscrive 'l'appropriatezza' e le penalità per i medici. Retromarcia?
Riconoscibile come adeguato il merito del Ministro che ha preso coscienza delle incertezze applicative e tecniche, della confusione burocratica, e dei disagi per i pazienti che rischiano di pagare una raffica di ticket in più. 
Non è una retromarcia vera e propria anche se su buona parte del decreto ci saranno sforbiciate utili soprattutto ad eliminare le anomalie che sono più il frutto di un taglio per tagliare che frutto di una vera e propria riforma del sistema sanitario, si cercherà di rimodulare alcune prestazioni senza ignorare l’esigenza di eliminare gli sprechi.
Al momento le novità più evidenti e che si sono potute adeguare in tempi brevi sono: 
per i medici, che potranno prescrivere se necessario più esami e analisi con una sola ricetta, quando valuteranno che sia necessario. Non avranno l’obbligo di indicare il “codice nota” sulla limitazione prescrittiva ma basterà loro scrivere il quesito diagnostico.
Per i pazienti oncologici, cronici o disabili: saranno esentati dall’applicazione del taglia-prestazioni.
Per le prestazioni generali: al momento tra le prime prestazioni per le quali la circolare chiarisce le condizioni di erogabilità ci sono quelle ad esempio che riguardano il colesterolo, le Rmn, le indagini allergologiche, il rischio cardiovascolare.
Seguiamo l’evoluzione della riscrittura del decreto prendendo atto di due cose importanti, una positiva e una negativa, la positiva che probabilmente molto è stato fatto, ma è stato fatto troppo frettolosamente e quindi senza considerare elementi di opportunità e reale adeguatezza, l’altra riflessione, forse è arrivato il momento di badare meno alla “velocità” e di rileggere tutto quanto è stato fatto fino a ora usando principi fondamentali come l’equità e la reale necessità.
In buona sostanza si allungheranno i tempi, si perderanno diversi milioni di euro di risparmi, ma almeno si ricuce il rapporto con i cittadini senza i quali nessun governo può arrivare da nessuna parte. 

autore / Luca Lippi
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