Bonucci lascia Conte e raddoppia alla Juventus con una battuta "da bar"

29 marzo 2016 ore 17:10, Andrea De Angelis
Ricordate quando giocava al Bari insieme a Ranocchia? Erano due giovanissimi difensori centrali, in quella squadra delle meraviglie dove aveva giocato, quasi dieci anni prima, un certo Antonio Cassano. Loro, come lui, erano pronti a decollare dalla Puglia. Ma mentre il primo da Roma andò a Madrid per poi tornare in Italia (Genova) e vestire anche le due maglie di Milano, loro di fatto fecero un solo viaggio di andata. O quasi. Ranocchia un anno al Genoa prima di andare all'Inter, Bonucci direttamente a Torino, sponda bianconera

Entrambi adesso finiscono nel mirino di Antonio Conte, ma non (solo) per la maglia azzurra dove sono tra i convocati da anni. Bensì per quella blu, ma del Chelsea. Ranocchia potrebbe anche accettare dopo che, chiuse le porte dell'Inter, è andato a giocare a Genova (Sampdoria) pur di non perdere l'Europeo. Ma Leonardo Bonucci, che nel frattempo a Torino ha vinto tutto (Champions esclusa) ed è il leader della squadra insieme a capitan Buffon, ha lasciato intendere che non ha nessuna voglia di lasciare la Juventus. Anzi, semmai ha sottolineato con orgoglio come il suo contratto lo leghi fino al 2020 al club campione d'Italia. 
Con una battuta "da bar" ha così risposto a chi gli chiedeva di un possibile passaggio al Chelsea: "Con Conte? Sì, per un caffè". Oltre che, ovviamente, per la Nazionale. Insomma, in tempi record il campione di Viterbo ha risposto alle voci di calciomercato, chiudendo subito la porta a un futuro diverso da quello in bianconero. 

Bonucci lascia Conte e raddoppia alla Juventus con una battuta 'da bar'
"Da Conte ho ricevuto infinite conoscenze tattiche: se sono uno dei migliori difensori al mondo e in Europa, è grazie a lui".
Così Leonardo Bonucci, parlando alla vigilia di Germania-Italia. Quindi la battuta: ''Se mi chiedesse di seguirlo dopo l'azzurro? Gli direi di andare a prendere un caffè". Insomma, il carattere del roccioso centrale bianconero (tra le cui caratteristiche principali vi è anche quella di saper impostare il gioco come pochi altri colleghi di reparto in Serie A) si vede anche fuori dal campo.

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