Agenzia Entrate chiude 12 uffici: quanto costa "la trasferta" di 172 addetti?

29 marzo 2016 ore 11:29, Luca Lippi
Tempi di spending review, la chiusura di 12 presidi di Agenzia Entrate rientra nella riduzione di "sprechi" e nella più logica programmazione della razionalizzazione di risorse anche se, pur essendoci dei "pro" non mancano i "contro".
Entro il 2016 chiuderanno gli uffici di Acqui Terme, Castiglione delle Stiviere, Chatillon, Cento, Corteolona, Fidenza, Lugo, Maniago, Ortona, Patti, Sassuolo, Santa Maria Capua Vetere, Savigliano, Sesto San Giovanni, Taormina. gli uffici hanno in comune la caratteristica di avere in organico meno di 30 unità (da un minimo di 9 a Ortona a un massimo di 23 a Savigliano, in tutto 172).

Agenzia Entrate chiude 12 uffici: quanto costa 'la trasferta' di 172 addetti?
La maggior parte di queste sedi occupano immobili in affitto e non di proprietà del Demanio, oltretutto questi uffici hanno un carico di lavoro non adeguato a concepirne l'esistenza (evidentemente zone particolarmente virtuose oppure poco "redditizie").
Le organizzazioni sindacali, in una nota congiunta, hanno replicato sottolineando che le chiusure arrivano senza aver presentato il piano di fusione Entrate-Territorio che doveva costituirne la base, soprattutto per l’integrazione degli uffici ex Territorio.   
Inoltre da gennaio è decaduto il comitato di gestione: manca quindi l’organo deputato a ratificare le nomine al suo interno. I consiglieri interni ed esterni nominati con dpcm nel gennaio 2013 sono scaduti. Il Comitato di gestione è nominato per la durata di tre anni con dpcm, su proposta del ministro dell’economia e delle finanze. 
Metà dei componenti sono scelti tra i dipendenti di pubbliche amministrazioni o tra soggetti a esse esterni dotati di specifica competenza professionale attinente ai settori nei quali opera l’Agenzia.   
Secondo quanto riporta ItaliaOggi i nuovi nomi indicati da Orlandi sono stati bloccati al ministero dell’economia con la motivazione che si tratta di dirigenti interni all’Agenzia e che la nomina al comitato di gestione creerebbe una incompatibilità tra il dirigente in servizio e l’incarico di consigliere. 
Per essere più chiari, si cerca di mettere una pezza sia alla questione mai sufficientemente pubblicizzata della titolarità di alcuni dirigenti (mancanza di un concorso pubblico) e soprattutto cercare anche di limitare l'operatività nelle zone dove Agenzia Entrate non produce il reddito necessario a giustificarne l'esistenza. in sostanza sono considerati più dei negozi di sventure che vere e proprie dipendenze deputate al controllo sul territorio dell'evazione.
I contro nell'immediato è che al risparmio in grado di emergere dal taglio delle spese di affitto e alla "scarsa profittabilità" dovrebbe aggiungersi la spesa da sostenere per il trasferimento del personale che alle cariche dirigenziale avrà un peso perpetuo che nel medio termine potrebbe vanificare il presunto risparmio in conto capitale per Agenzia Entrate.

autore / Luca Lippi
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