Terrorismo, Magdi Allam: "In atto strategia per Stati Uniti d’Europa. Dobbiamo opporci alla "cupola"

29 marzo 2016 ore 12:55, Lucia Bigozzi
“C’è una strategia che tende così come avviene sul piano finanziario, della legislazione o giuridico, a produrre un’unificazione dell’apparato di sicurezza, di difesa, dell’immigrazione per sottrarre quel che resta della sovranità nazionale e poi promuovere un’entità che si chiama Stati Uniti d’Europa dove finiremo per non esistere più come Stato nazionale”. Mette in guardia Magdi Cristiano Allam, giornalista e scrittore, ragionando di terrorismo islamico nella conversazione con Intelligonews. Con un monito: “Dobbiamo opporci a questo progetto, perché altrimenti, il nostro destino sarà in balìa di una ‘cupola’ che da Bruxelles o da Washington deciderà per filo e per segno tutto ciò che possiamo o non possiamo fare”. 

L’aereo dirottato in Egitto: se un uomo da solo può farlo per “motivi personali”, cosa può fare un commando di terroristi? Dove sta la sicurezza?

«Quanto accaduto rivela un clamoroso buco sul piano della sicurezza. Leggo che l’uomo non era armato ma avrebbe avuto una finta cintura esplosiva e oltretutto c’era a bordo un agente della sicurezza egiziano che evidentemente si è rivelato inadeguato rispetto alla sua funzione e a ciò che avrebbe dovuto fare. Probabilmente è necessario dotarsi di strutture idonee come ad esempio rilevatori per verificare se una persona è realmente in possesso di esplosivi perché il paradosso è che basta indossare una maschera da terrorista e il gioco è fatto. Detto questo, un evento del genere poteva accadere ovunque, a Roma come a Bruxelles e Parigi».

Terrorismo, Magdi Allam: 'In atto strategia per Stati Uniti d’Europa. Dobbiamo opporci alla 'cupola'
Sta dicendo che siamo tutti a rischio e ovunque? 

«Se le informazioni che leggo sulle agenzie sono corrette, qui siamo in presenza di un terrorismo di natura psicologica ed è necessario che gli addetti alla sicurezza contemplino anche questa prospettiva. Del resto questo è il grande insegnamento dell’11 settembre: i 19 terroristi che dirottarono i 4 aerei non erano armati ma erano determinati a morire trasformando gli aerei in bombe umane da scagliare contro le Torri Gemelle e un’ala del Pentagono»

E’ reale o no il pericolo del nucleare dietro la strategia dei terroristi dell’Isis?

«In Iraq hanno già usato armi chimiche. Loro sono in possesso di sostanze chimiche che potrebbero fare la loro comparsa anche il teatro europeo. Ovviamente, rappresenterebbe una gravissima escalation sul piano della minaccia terroristica, ma va detto che sono sostanze reperibili sul mercato, non è necessario che siano scorie radioattive. Ci sono bombe chimiche o batteriologiche che possono essere prodotte acquisendo del materiale presente sul mercato o magari rubando in determinati laboratori chimici. Da parte loro è solo una questione di volontà anche se sanno bene che un’azione del genere comporterebbe una reazione qualitativa dell’Occidente. Credo che calcolino bene l’impatto tra l’offesa prodotta e la reazione dell’Occidente»

C’è una falla nell’Intelligence belga? Come legge la vicenda del freelance fermato dalla polizia?

«Il giornalista a quanto pare c’entra, nel senso che potrebbe essere colluso col terrorismo islamico, ma non è il quarto uomo che si cerca. Il Beglio mostra una falla enorme sul piano della lotta al terrorismo che non riguarda solo l’individuazione di singoli terroristi ma tutto il sistema che comprende anche il modello di convivenza finora attuato. Registriamo che il terrorismo islamico esplode laddove ci sono quartieri-ghetto trasformati in “roccaforti” dell’islamismo e Molenbeek ne è un esempio. C’è laddove una grossa comunità islamica si percepisce come isolata se non in contrasto con la società che l’accoglie e laddove da parte dello Stato, come in Belgio, si sono accordati diritti senza doveri»

Secondo lei esiste una strategia per delegittimare o depotenziare l’Intelligence dei singoli Stati per creare un ente sovrannazionale della sicurezza?

«Le falle rilevate nei servizi di sicurezza vanno contestualizzate. La falla principale è sul piano della comprensione della specificità del terrorismo; il pericolo non sono le bombe ma il lavaggio del cervello fatto dai fondamentalisti islamici: o scardiniamo questo o non vinceremo mai. Sicuramente c’è una strategia che tende così come avviene sul piano finanziario, della legislazione o giuridico, a produrre un’unificazione dell’apparato di sicurezza, di difesa, dell’immigrazione per sottrarre quel che resta della sovranità nazionale e poi promuovere un’entità che si chiama Stati Uniti d’Europa dove finiremo per non esistere più come Stato nazionale. Credo che sia un progetto al quale dobbiamo opporci decisamente, perché altrimenti, il nostro destino sarà un balìa di una ‘cupola’ che da Bruxelles o da Washington deciderà per filo e per segno tutto ciò che possiamo o non possiamo fare»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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