Omicidio Varani, "E' Foffo l'assassino" per il legale di Prato (che però resta in carcere)

29 marzo 2016 ore 13:31, Americo Mascarucci
Omicidio Varani, negati gli arresti domiciliari per Marc Prato.
Il Pr conosciuto nella Capitale come organizzatore di eventi soprattutto per il mondo gay, dovrà dunque restare in carcere. E' accusato di concorso in omicidio insieme all'amico Manuel Foffo per aver ucciso il 23enne Luca Varani nell'appartamento di Foffo la mattina del 4 marzo. Quest'ultimo interrogato dagli inquirenti ha dichiarato di aver ucciso brutalmente il ragazzo insieme al complice dopo essersi "strafatto" di coca insieme a Prato, per il solo gusto di provare l'ebbrezza di "fare del male a qualcuno". 
Varani sarebbe stato attirato nell'appartamento della morte proprio da Prato che aveva avuto già occasione di conoscerlo durante una festa, con la promessa di soldi e droga. 
Tuttavia dopo l'arresto i due hanno in pratica fornito agli inquirenti versioni differenti, con Prato che ha cercato di scaricare la responsabilità dell'omicidio interamente sull'amico, il primo a presentarsi ai Carabinieri confessando tutto. Prato avrebbe addirittura tentato di togliersi la vita nella camera di una pensione dove si era rifugiato dopo l'omicidio del ragazzo.
Il tribunale del riesame ha dunque respinto l'istanza di scarcerazione di Prato, avanzata dal legale dell'imputato, Pasquale Bartolo, che aveva chiesto per lui almeno la concessione degli arresti domiciliari. Alla richiesta si era opposto anche il pubblico ministero Francesco Scavo, che nei prossimi giorni dovrebbe tornare in carcere a sentire Prato, non ancora interrogato. Prato è rinchiuso nel carcere di Regina Coeli a Roma.

Omicidio Varani, 'E' Foffo l'assassino' per il legale di Prato (che però resta in carcere)
L'avvocato del Pr tuttavia continua ad insistere sulla tesi difensiva del cliente scaricando il grosso delle colpe su Foffo: "Come dichiarato dallo stesso Foffo quella notte i due ragazzi erano alla ricerca di qualcuno a cui fare male e non certo da uccidere - sostiene Bartolo – È stato lo stesso Foffo a dichiarare al pm di avere inferto i colpi mortali, e non il mio assistito. Quanto all'ipotesi di concorso nell'omicidio, è una tesi che non regge perché Prato si è limitato a contattare Varani invitandolo a raggiungerlo in quella casa per sesso e droga in cambio di 150 euro".
Il tribunale del Riesame però a quanto pare è stato di tutt'altro avviso.



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