Parla Mario Adinolfi: "Cattolici vittime di un doppio attacco. Dal Pakistan alla Georgia passando per Ratzinger"

29 marzo 2016 ore 13:05, Andrea De Angelis
Il terribile attentato in Pakistan che ha colpito soprattutto donne e bambini ha fatto indignare la rete e non sono mancate polemiche per i toni diversi usati dai media nei confronti dei cristiani. Una questione non certo nuova, della quale IntelligoNews ha parlato con Mario Adinolfi, ricordando anche gli interventi di Ratzinger. Non è mancata infine una battuta sulle elezioni a Roma, con il candidato sindaco del Popolo della Famiglia che ha detto la sua su un possibile passo indietro di Bertolaso a favore di Marchini...

Polemiche sui social per le poche parole spese per l'attentato in Pakistan, tra motivazioni geografiche e, forse, anche religiose. Come la vede?

Parla Mario Adinolfi: 'Cattolici vittime di un doppio attacco. Dal Pakistan alla Georgia passando per Ratzinger'
"C'è una sorta di violenza consentita. Ovviamente il Pakistan è un caso eclatante, ma è come se nel sistema mediatico l'assalto ai cristiani fosse un territorio franco. Un luogo in cui l'indignazione si smorza. Ragionavo pochi minuti fa con alcuni amici su quanto accaduto in Georgia, dove il governatore ha posto il veto su un provvedimento di legge che avrebbe consentito al clero georgiano di non celebrare nozze gay, esprimendo l'ovvia obiezione di coscienza per chi è un ministro di Dio. Normativa intesa subito come omofoba. Mi chiedo anche lì quanta violenza ci sia nei confronti della Chiesa". 

Insomma, il Pakistan è solo l'ultimo esempio?

"Sì, credo che il cristianesimo sia dentro una tenaglia, vittima di un doppio attacco. Da una parte quello violentissimo dell'estremismo islamico, quindi guardiamo a Oriente in una fascia di territorio che percorre il Pakistan e arriva fino alla Nigeria, dove delle bambine sono state fatte esplodere davanti a delle chiese cattoliche. Ancora in queste ore non sappiamo se venerdì in Yemen è stato crocifisso Padre Thomas, notizia questa completamente scomparsa nei media italiani". 

L'altro attacco è invece interno?

"Certo, abbiamo la tenaglia dell'Occidente. La scorsa settimana a Ballarò ho detto che quello di Bruxelles sarebbe stato uno degli attacchi della Settimana Santa, arrivato non casualmente quel giorno. C'è chi irrideva questa posizione, ma poi Yemen e Pakistan hanno dimostrato che non avevo torto. Qui la tenaglia è molto significativa e riguarda i media: quanto stanno raccontando tutto questo?".

La scorsa settimana in un'intervista Padre Georg ha detto che Ratzinger "si sta spegnendo come una candela", ma segue con lucidità quanto accade nel mondo. Ricordiamo, non solo nel noto intervento di Ratisbona, che Benedetto XVI in tempi non sospetti parò di Islam e ragione...

"Ratzinger non solo è lucido oggi, ma lo era dieci anni fa ed è l'unico intellettuale nonché capo di Stato ad aver indicato una via di uscita dalla crisi. Lo fece con chiarezza in più di un discorso, non solo a Ratisbona. Via d'uscita contestata in maniera feroce, anche qui da una doppia tenaglia. Parlò infatti ai due soggetti decisivi, l'Islam e l'Europa, spiegando al vecchio continente l'importanza delle sue radici e all'Islam che senza incontrare la ragione, come ha fatto il cristianesimo, inevitabilmente avrebbe fecondato la sua deriva violenta. Nel dire queste cose Ratzinger venne assalito dai media occidentali e da una certa intellighenzia islamica. Il martirio di Ratzinger, che lo porterà fino alla scelta delle dimissioni, è la fotografia più lampante dell'impossibilità per i cattolici di esprimersi, pur quando lo fanno con grande capacità intellettuale e piena razionalità".

Perché secondo lei?

"Perché c'è immediatamente un pregiudizio anti-cattolico e anti-cristiano che prevale su tutto".

Venendo al Campidoglio, anche oggi si rincorrono le voci su un possibile passo indietro di Bertolaso a favore di Marchini. Un teatrino o qualcosa di più?

"Io vedo un centrodestra comunque spappolato. Certo, chiunque segue la politica ammetterà l'irragionevolezza di presentarsi con quattro candidati, quindi c'è una razionalità nell'immaginare una convergenza di Bertolaso su Marchini. Al tempo stesso ricordo ai romani che il primo turno serve a rafforzare le idee e la proposta del Popolo della Famiglia è innovativa, fuori dagli schemi e dalle coalizioni e necessitante di consenso per poter essere condizionante al secondo turno. Al ballottaggio i romani realmente decideranno il loro sindaco. Quindi questo teatrino che il centrodestra ha messo in scena riguarda chi è affezionato a una grande coalizione ormai in palese difficoltà, ma quello che devono scegliere i romani è il programma, non i nomi. Noi abbiamo avanzato una proposta programmatica in 26 punti molto definita, spero che si inizi a parlare di programmi".
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