Che fine ha fatto Totò Schillaci?

29 marzo 2016 ore 14:45, intelligo
di Anna Paratore

Il cross dalla destra di Vialli è perfetto ma a renderlo micidiale c’è lui, in mezzo ai due giganteschi centrali inglesi, piccolo e scuro da scomparire se non fosse per la divisa azzurra, una sorta di “pulcino Calimero” che, incredibilmente, salta più in alto di tutti e insacca il pallone alle spalle del portiere britannico.  E’ questo uno dei sei goal che Totò Schillaci segna a Italia ’90 e che gli varranno il ruolo di capocannoniere della competizione e miglior giocatore di quei mondiali, nonché un prestigiosissimo secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro dietro a Lothar Matthäus.   E pensare che Salvatore, per gli amici Totò, a quei mondiali c’era arrivato come attaccante di riserva. 
Salvatore, Totò, Schillaci nasce a Palermo nel 1964, in una famiglia modesta che vive nel popolare quartiere di San Giovanni Apostolo dove, fin da ragazzino, mostra l’amore per il calcio, lo sport più amato dagli italiani, quello che si può praticare anche se sei povero perché bastano un pallone e un po’ di amici.  Non trascorre molto tempo che Totò inizia a giocare nelle giovanile del’AMAT e da lì, dopo alcune stagioni che gli sono preparatorie, arriva al Messina.  E’ il 1982 e il diciottenne Totò viene immediatamente notato dall’allenatore della squadra, Franco Scoglio, che punta sulle sue capacità, vedendo in quel palermitano brevilineo e con gli occhi sempre sgranati, un vero e proprio talento. E Totò da parte sua, ripagherà l’allenatore segnando 13 goal appena si riprenderà da
Che fine ha fatto Totò Schillaci?
l’intervento che subisce a entrambi i menischi.  Di Scoglio, Schillaci ha un ottimo ricordo: «Mi diceva sempre un concetto base: fai quello che vuoi e gioca come ti senti. Questo mi caricava a mille proprio in virtù di questa libertà che mi concedeva sul campo di gioco. Ho imparato tantissimo dalla sua persona e non smetterò mai di ringraziarlo. Con lui e i compagni di allora abbiamo reso ai messinesi anni fantastici».
Dopo il Messina e dopo essere stato capocannoniere della serie B con 23 goal nella stagione 1988/89, Totò Schillaci arriva finalmente nel calcio che conta con un ingaggio alla Juventus che lo paga 6 miliardi di lire. E’ l’esordio in serie A, con la prestigiosissima maglia della Vecchia Signora, e Totò non si lascia scappare l’occasione per farsi conoscere. Nella sua prima stagione, conquista immediatamente un ruolo da titolare e segna 15 gol tra campionato, Coppa Italia e Coppa Uefa,  quest’ultima vinta dalla Juve in finale contro la Fiorentina.  Comunque, questo esordio spumeggiante in A gli vale la convocazione in Nazionale dove Vicini lo chiama in vista dei mondiali 1990 che si giocheranno proprio in Italia.
E’ il 9 giugno del 1990 quando Roma torna ad ospitare la partita di un mondiale di calcio,  56 anni dopo Italia-Cecoslovacchia, gara finale del mondiale 1934 vinto dalla nostra squadra. Ora, l’inizio degli anni ’90 per il calcio italiano è un periodo d’oro, e per il responsabile tecnico della Nazionale non c’è la difficoltà di reperire giocatori per un preciso ruolo, quanto sovrabbondanza e la necessità di fare delle scelte. Così, sebbene Schillaci provenga  da ottime prestazioni, parte come riserva, avendo davanti a sé giocatori come Baggio, Serena, Mancini, Vialli, Carnevale, Giannini e  Donadoni tra attaccanti e centrocampisti, tutti in grado da soli di cambiare l’esito di una gara.  Eppure sarà lui la rivelazione di quelle “Notti Magiche”, come canta la Nannini, quando solo per colpa della sfortuna l’Italia si classificherà al terzo posto, dietro Germania e Argentina, rispettivamente prima e seconda.  Totò torna in patria accolto da eroe.  Ma se la carriera sportiva del calciatore sembra andare a gonfie vele, non altrettanto accade per la sua vita privata che, alla fine, si ripercuoterà anche sulle prestazioni del giocatore in campo.  
Dopo gli anni alla Juventus, nella stagione 1992-1993, Schillaci passa all’Inter. A quell’epoca è sposato con una bella napoletana, Rina Buonaccorso, che gli ha dato 2 figli,  e con cui da tempo pare che ci siano delle incomprensioni. Sta di fatto che questa situazione sentimentale, secondo il calciatore, sarà una delle motivazioni della Juventus per cederlo all’Inter.  
Totò comunque non la prende male, e dichiara di essere molto felice per essere giunto nel club nerazzurro.  Arriva però il 2 agosto del 1993. Una data che nella vita di Schillaci potrebbe sembrare dica poco, ma non è così.  Un altro calciatore famoso, Gianluca Lentini, finisce praticamente quel giorno una carriera che sembrava destinata a traguardi calcistici davvero importanti. Lentini, acquistato quell’anno dall’altra squadra di Milano, il Milan di Silvio Berlusconi, e considerato il calciatore più pagato al mondo, ha un pauroso incidente con al sua Porsche gialla,  schiantandosi a oltre 200 all’ora quando l’auto monta un ruotino di scorta per colpa di una foratura. Ma dove stava andando così di gran carriera, Lentini? Il calciatore non ne fa mistero: “Stavo andando da Rita”, rivela, e per Rita intende proprio la moglie di Schillaci: esce così fuori che da tempo i due hanno una relazione. E a quel punto nemmeno Rita si nasconde più, arrivando lei per prima al capezzale dell’amante. 

Il matrimonio con Schillaci si chiude, e dopo poco anche l’avventura del calciatore all’Inter termina. Totò, primo italiano a farlo,  accetta un ingaggio per la squadra giapponese dello Júbilo Iwata che gli aveva proposto un ottimo contratto a livello economico.  E saranno gli anni di militanza nel campionato di calcio giapponese ad accompagnare   la carriera di Schillaci lungo il viale del tramonto, fino all’addio definitivo. Con la maglia del Júbilo Iwata, Totò segna in totale 56 gol in 78 partite, fino al 1999, quando decide di ritirarsi definitivamente dal calcio giocato. Ha avuto una carriera lunga e con ottimi successi, ma forse un po’ meno brillante di quanto in certi momenti non avesse lasciato pensare. 
Oggi, dopo essere rientrato in Italia ed aver avuto anche alcune esperienze nel mondo dello spettacolo, tipo una partecipazione all’Isola dei Famosi in cui si classificò terzo, Totò Schillaci vive a Palermo, dove ha creato e gestisce un centro sportivo, e dove è diventato proprietario della squadra di calcio US Palermo, che negli anni ha militato nelle categorie calcistiche regionali.  Ha avuto anche un’esperienza politica come consigliere comunale della sua città, tra le file di Forza Italia. Il 12 giugno del 2012, Totò si è sposato per la terza volta con la bella Barbara Lombardo, 37 anni, dentista con un passato da modella. Il calciatore ha detto di stare vivendo ora il periodo migliore della sua vita, e ha condensato tutto in una battuta: “E’ questo il mio momento magico”.

autore / intelligo
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