Il film "Ustica" più che chiarezza, accende le polemiche: chi difende Fragalà

29 marzo 2016 ore 15:45, Americo Mascarucci
E’ polemica sul nuovo film di Renzo Martinelli intitolato "Ustica" in uscita nelle sale cinematografiche. 
Non tanto perché il film in pratica sembra sposare in pieno tesi che non sono state mai confermate nei processi, ma soprattutto perché chiama in causa un non meglio definito onorevole Fragalà raffigurato come un depistatore di indagini, un insabbiatore di presunte scomode verità e peggio ancora un mandante di omicidi.  
Il fatto è che tutti, inevitabilmente, hanno collegato questo pseudo onorevole e sottosegretario all'ex parlamentare di Alleanza Nazionale Enzo Fragalà, avvocato siciliano assassinato il 23 febbraio del 2010 all'uscita dal suo studio legale a Palermo da sicari che lo hanno preso a bastonate fino a ridurlo in fin di vita (morì dopo tre giorni di coma). 
Le cause dell'omicidio di evidente matrice mafiosa sono ancora oscure. Fragalà in veste di parlamentare e avvocato si è occupato per anni della strage di Bologna per consentire la piena assoluzione di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.
Il film 'Ustica' più che chiarezza, accende le polemiche: chi difende Fragalà
La denuncia arriva dal senatore Carlo Giovanardi che di Fragalà fu a lungo amico personale: 
"Il film su Ustica di Renzo Martinelli, in uscita nelle sale cinematografiche, non si limita a riciclare ipotesi spazzatura già fatte a pezzi nel processo penale, che ha visto pienamente assolti nel merito i generali dell'Aeronautica che rifiutarono la prescrizione, ma tira in ballo un sedicente onorevole Fragalà, che l'ignaro spettatore rischia di confondere con l'onorevole Enzo Fragalà, membro della Commissione Stragi nella XIII legislatura assassinato a Palermo nel 2010". 
Giovanardi poi aggiunge: "Ci sarà pure un limite in questo Paese da non superare per chi infanga la memoria di chi non si può più difendere per cavalcare la fantasiosa teoria del missile e della battaglia aerea già fatta a pezzi dalla sentenza passata in giudicato dalla Cassazione penale"

Ma non soltanto Giovanardi ha sentito il bisogno di intervenire. Anche Fratelli d’Italia scende in campo contro il regista: "Al di là del merito- su cui ci sarebbe molto da discutere rispetto alla tesi del film 'Ustica' che prende in considerazione solo la sentenza Priore assolutamente non definitiva- ci addolora vedere come il nome di Enzo Fragalà - con cui mi onoro di aver collaborato per anni prima in Commissione Stragi e poi come consulente alla Mitrokhin- venga usato per descrivere un rappresentante del governo depistatore e, addirittura, mandante di omicidi". 
Così Federico Mollicone esponente del partito di Giorgia Meloni che aggiunge: . "Certo il Fragalà del film è calabrese e non siciliano, comunque del Sud, e sottosegretario, carica che Enzo Fragalà non ricoprì mai. Ma è evidente la damnatio memoriae e crediamo che il motivo di tale vendetta postuma risalga in uno scontro di tesi su un altro film di Martinelli, quello su Aldo Moro "Piazza delle Cinque Lune" di cui fui testimone diretto. Come ufficio stampa del Gruppo An in Commissione Stragi, infatti, gestii io la comunicazione con cui Enzo Fragalà attaccò duramente la tesi del film rispetto alla matrice americana del sequestro Moro. Enzo Fragalà era un galantuomo e un cercatore di verità che rispettava gli avversari. La sua oscura morte per mano mafiosa non cancella gli anni appassionati di ricerca della verità tra le pagine strappate della storia repubblicana attraverso il lavoro delle Commissioni d'inchiesta. Credo che chi l'abbia conosciuto, al di là delle appartenenze e dei ruoli, debba oggi difenderne la memoria. Esprimo a nome mio e del movimento la solidarietà alla famiglia per l'oltraggio subito". 
Insomma ogni riferimento al compianto Fragalà non può apparire puramente casuale nonostante il personaggio sia stato abilmente camuffato per non farlo sembrare troppo uguale all’originale. Ma perché non cambiare anche il nome? Come si fa a non cogliere il nesso diretto con l’ex parlamentare di An? Non è che Fragalà è un nome così comune come può esserlo ad esempio Mario Rossi o Enrico Bianchi. E allora? Era proprio necessario?

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