Pakistan, 200 sospettati: tre arrestati per ogni vittima. E a Roma c'è la veglia

29 marzo 2016 ore 16:55, Andrea De Angelis
La strage in Pakistan fa (finalmente) parlare di sé. Scuote le coscienze. C'è chi come Mario Adinolfi in una nostra intervista punta il dito contro i media italiani, spesso silenti dinanzi ad attentati che riguardano i cristiani nel mondo (vedi Nigeria). La stessa rete si è indignata per la scelta di Parigi di non colorare la Torre Eiffel con le tinte della bandiera pakistana dopo quanta fatto invece per Bruxelles.   Intanto dal Pakistan arrivano notizie per certi versi clamorose. Più di duecento persone (altre fonti dicono oltre trecento) sono state arrestate dopo l'attentato messo a segno il giorno di Pasqua in un parco di Lahore, costato la vita ad almeno 73 persone, tra cui 29 bambini. Lo ha reso noto il ministro provinciale del Punjab, Rana Sanaullah. "Sono oltre 5.000 le persone interrogate, la maggior parte delle quali sono state rilasciate, ma circa 216 sono state trattenute per ulteriori indagini", ha detto il ministro alla stampa, riferendo di operazioni in corso in tutti i distretti provinciali. Numeri imponenti: di fatto per ogni vittima sono in stato di fermo ben tre persone. Il tentativo evidente di arrivare alla verità, ma anche (forse) di dare un segnale forte all'opinione pubblica nazionale e internazionale. 
Le prime indagini hanno confermato che si sarebbe trattato dell’azione suicida di un solo attentatore, ma che l’ordigno ad alto potenziale ha lanciato chiodi e biglie d’acciaio in un vasto raggio con effetti devastanti. Identificato come il 28enne Yousuf Farid, residente a Lahore, l’attentatore avrebbe frequentato una scuola coranica per otto anni. Il suo documento d’identità è stato ritrovato sul luogo dell’esplosione. 

Questa sera a Roma, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, la Comunità di Sant'Egidio ha indetto una veglia di preghiera con inizio alle ore 20.



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