Milanesi in fila per celebrare il Panettone. Ecco come nacque il dolce meneghino

29 novembre 2015 ore 11:10, Adriano Scianca
Milanesi in fila per celebrare il Panettone. Ecco come nacque il dolce meneghino
Milano celebra il suo “Re”, il re della pasticceria lombarda natalizia. Ovviamente stiamo parlando del Panettone. Già più di 6 mila milanesi hanno preso parte alla prima giornata di "Re Panettone", facendo code anche di due ore. Inoltre, sul sito internet sono arrivate oltre 12 mila richieste di registrazione per scaricare gli inviti gratuiti. Segno che, riferisce una nota di Palazzo Marino, questa ottava edizione è destinata a bruciare il record di 21 mila presenze registrato lo scorso anno. 

È stato un sabato di assaggi, degustazioni e curiosità legate al dolce simbolo della tradizione culinaria milanese negli spazi della Fabbrica del Vapore di via Procaccini. L'evento, in svolgimento fino a stasera alle 19, riunisce 40 pasticcieri eccellenti, provenienti da tutta Italia, dalla Lombardia alla Puglia passando per la Campania, che espongono le loro creazioni artigianali e condividono con il pubblico i segreti delle loro ricette. "Le 6 mila presenze registrate oggi sono la dimostrazione della bontà del dolce meneghino per eccellenza - ha detto l'assessore comunale al Commercio, Franco D'Alfonso -. Siamo contenti che il Panettone appassioni tanto i milanesi quanto i turisti, italiani e stranieri. La nostra tradizione culinaria ha ormai da tempo valicato i confini e speriamo ci regali molte altre soddisfazioni". 

Tutti i panettoni in mostra possono essere acquistati al prezzo speciale di 22 euro al chilo, mentre con l'acquisto di un calice (al costo di 5 euro) presso il wine bar allestito dal periodico enologico Civiltà del bere, si possono degustare diversi vini da panettone senza ulteriori costi. 

Il Panettone fa parte dell'identità milanese come la Scala o il Duomo. Le sue origini sono rintracciabili in due leggende parallele

Nella prima Messer Ughetto degli Atellani, falconiere, abitante della Contrada delle Grazie a Milano, inventò il nuovo dolce per far contento il fornaio presso il quale lavorava e poter così sedurre la figlia di lui, la bella Algisa. 

Nella seconda leggenda, invece, il cuoco al servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili del circondario, ma il dolce, dimenticato nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: “Con quanto è rimasto in dispensa – un po' di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta – stamane ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola”. Quel dolce era proprio “l pan del Toni”, ossia il "panettone".
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