Scontri a Parigi, pacifisti e polizia opposti laicismi. Il Bene in tilt

29 novembre 2015 ore 16:10, Adriano Scianca
Scontri a Parigi, pacifisti e polizia opposti laicismi. Il Bene in tilt
Il clima da “generazione Bataclan”, in cui tutta la Francia si stringeva in un grande abbraccio per ricordare le vittime del 13 novembre, è già svanito. Oggi, dei manifestanti che si sono autodefiniti “AntiCop21” hanno sfidato i divieti e sono scesi in piazza a Place de la Republique. Nel mirino la conferenza sul clima dell’Onu COP21, con 147 capi di stato e di governo e 40mila delegati attesi a Parigi per domani. 

Lo stato d'urgenza che vige in Francia, tuttavia, vieta le manifestazioni di piazza. Motivo, questo, per cui le manifestazioni “alter-global” si sono trasformate in scontri con la polizia.“Stato d’urgenza, Stato di polizia. Non ci toglierete il diritto di manifestare”, gridavano i manifestanti. Lungo Boulevard Voltaire, i militanti, stimati tra 4.500 e 10.000, si sono dati la mano, alcuni dei quali mostrando cartelli con su scritto "sfruttano, inquinano, fanno profitti! l'emergenza è sociale e climatica". 

I manifestanti hanno interrotto la catena umana di fronte al Bataclan, in segno di rispetto per le 90 persone rimaste uccise nella sala concerti durante gli attentati terroristici dello scorso 13 novembre. Ma poi, durante la protesta, hanno anche distrutto gli omaggi alle vittime degli attacchi terroristici, posti attorno alla statua delle Marianne. 

Insomma, il solito copione: due fronti del “bene” (autoproclamatosi) l'uno contro l'altro armati, due giacobinismi uguali e contrari che si fronteggiano. Da una parte i casseur ambientalisti, dall'altra i potenti della terra e il loro braccio poliziesco. Ma non dovevamo sconfiggere il terrorismo con la nostra unità e la nostra voglia di vivere?
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