Dall'olfatto al sudore: i sintomi del Parkinson che tutti trascurano

29 novembre 2016 ore 9:28, Adriano Scianca
Sempre più malati di Parkinson sotto i 50 anni. La malattia è causata dalla progressiva morte delle cellule nervose del cervello che producono il neurotrasmettitore dopamina, che controlla i movimenti di tutto il corpo. Se presa in tempo, molto si può fare per combatterne gli esiti più distruttivi, ma è importante saper riconoscere quei sintomi che spesso ignoriamo o sottovalutiamo, perché apparentemente insignificanti. 

Dall'olfatto al sudore: i sintomi del Parkinson che tutti trascurano

Bisogna innanzitutto fare attenzione alla perdita del senso dell'olfatto, a cui si potrebbe accompagnare anche la perdita del gusto. Anche stitichezza e gas intestinale sono segni precoci di Parkinson, accompagnati da una sensazione di pienezza, anche dopo aver mangiato molto poco. Durante il sonno, inoltre, si possono aver disturbi come movimenti bruschi, soprattutto di aggressione e difesa, sonniloquio o grida, oltre alla sindrome delle gambe senza riposo (un formicolio alle gambe e la sensazione di doverle muovere) e l’apnea del sonno (l'improvviso arresto momentaneo della respirazione durante il sonno). Una certa lentezza nel sorridere, nell’aggrottare le sopracciglia, o nel guardare in lontananza, può indicare ceh stiamo perdendo la facoltà di muovere liberamente i muscoli facciali. 

Occhio anche al dolore al collo persistente. Un'accentuata difficoltà nel movimento del braccio può essere un ulteriore campanello d’allarme. La scrittura, poi, diventa più lenta e faticosa, la grafia appare molto filiforme e difficile da decifrare. Anche le nostre parole diventano più flebili e incomprensibili per chi ci ascolta. Una pelle eccessivamente grassa, un cuoio capelluto con conseguente forfora grassa, una eccessiva sudorazione possono testimoniare la progressiva perdita dei meccanismi di autocontrollo del nostro corpo. A tutto questo si aggiunge ansia e depressione possono rappresentare un primo segnale della malattia di Parkinson, in chi non le aveva mai sperimentate prima. Alcune persone sperimentano anche dei mutamenti nelle loro abilità di pensiero, in particolare la concentrazione e le cosiddette "funzioni esecutive" che governano la progettazione e l'esecuzione di attività.
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