Istat, allarme calo demografico. Gotti Tedeschi: "Cultura malata e di chi è la responsabilità?"

29 novembre 2016 ore 11:18, Marta Moriconi
Nascite giù in Italia ma non solo. La fotografia dell'Istat nel 2015 rappresenta bene il calo demografico che affligge l'Italia ed evidenzia anche un cambiamento della famiglia (nella sua forma). Abbiamo intervistato per IntelligoNews l'economista che per primo denunciò i pericoli delle culle vuote, che si legano perfettamente a Pil, lavoro e disagio (non solo economico). Per Ettore Gotti Tedeschi si tratta di una "cultura irrimediabilmente malata", ma si potrebbe ancora invertire la tendenza "anche se non credo lo vogliano". Come? Per l'ex presidente dello Ior "spiegando che si diventa poveri, non ricchi come dicono, non facendo figli".
Istat, allarme calo demografico. Gotti Tedeschi: 'Cultura malata e di chi è la responsabilità?'
Nel 2015 sono stati iscritti all'anagrafe per nascita 485.780 bambini, quasi 17 mila in meno rispetto al 2014, a conferma della tendenza alla diminuzione della natalità. La stupisce o è la conferma di un allarme che lei aveva lanciato anni fa? 
"Temo sia la conseguenza di una cultura irrimediabilmente malata, anche grazie ai "cedimenti" dell’Autorità Morale dopo le conclusioni del Vaticano II e dell’attacco a Humanae Vitae di Paolo VI. Questa “cultura” considera la famiglia naturale “un'invenzione” della Chiesa cattolica, considera le “leggi naturali" un’altra invenzione della Chiesa, considera la donna una vittima della Chiesa che l’ha sempre considerata, più o meno, una  “seduttrice” asservita al maschio (... ma avranno mai letto i Vangeli?). Ma questa “cultura” soprattutto considera il Creatore un'invenzione e la creatura un danno alla natura, il cancro dell’umanità, per dirla in modo rude. Così la felicità si otterrà cancellando il Creatore e la creatura. Non facendo figli come le “obsolete e false leggi del supposto Signore” obbligavano a fare.
Questa “cultura”, dal punto di vista “morale”, abbisogna di una forma di approvazione. Il che implica una svolta nella Chiesa che riveda dogmi e dottrina, attualizzandoli ai bisogni del mondo, capite?. Questa cultura, dal  punto di vista economico ha bisogno anche di compensare il crollo della crescita del Pil grazie alla denatalità, mirando a raddoppiare la popolazione che lavora. E come farlo se non  riuscendo a rendere l'aspirazione massima per la donna il lavoro e farle considerare aspirazione sbagliata e infima l’allevamento e  l'educazione dei figli? Come apprezzare il famoso “passar la giornata a pulire il sederino ai bimbi e stirare le camicie?". Quante volte abbiam sentito dire:  “Tremendo, non ho mica studiato tutta la vita per far questo…”. Ecco cara Moriconi, questo è il pensiero comune, e di chi è la responsabilità? Le conseguenze son state comprese? Più fragile unità familiare, meno figli, allevati da baby sitter o al meglio dai nonni. In pratica si rinuncia al maggior “affare” nella vita, che sono i figli, e si delega ad altri il loro allevamento ed educazione Qualcosa non va... Insomma , il problema della denatalità è frutto di educazione, di cultura. Per ricostruirla è necessaria una generazione, volendo esser ottimista. Ma  non ci sarebbe permesso di farlo. La cultura globale dominante neomalthusiano-ambientalista sembra essere riuscita persino a penetrare nella gerarchia  della Chiesa cattolica…".
 
Cosa dovrebbe fare un governo per invertire la tendenza, se ancora si potesse?
"Per potere si potrebbe, ma son convinto che non si voglia farlo. Si pensi solo all’attacco alla povera Ministra Lorenzin  sul tema “fertilità”, a  cui nessuno, dico nessuno ha dato aiuto e supporto. Comunque, per invertire la tendenza si dovrebbe fare un piano di sostegno culturale, uno economico alla famiglia ed uno  economico alle imprese. Quello culturale, va da sé, deve permettere di capire cosa è l’uomo, cosa è la vita, quale è il suo senso, e pertanto cosa significa fare figli e cosa significa non farli anche da un punto di vista economico. Spiegando che si diventa poveri, non ricchi come dicono, non facendo figli. E si diventa invece ricchi, non poveri come raccontano, facendo figli. Quale sostegno alla famiglia? Ci sono decine di progetti, che vanno dal sostegno all’acquisto della casa, asili nido, lavoro part-time della donna, bonus bebè e bonus scuola vari etc. Poi sostenere le imprese che aiutano la famiglia (asili all’interno, part-time etc), aiutano l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, assicurano contratti adeguati ai padri di famiglia ecc. Ma anche qui è necessario che l’imprenditore intenda (e sia supportato) il valore socio economico della famiglia e delle nascite. Non è semplice e ci vuole tempo, ma soprattutto non dovremmo avere contro tutta questa potente cultura neomalthusiano-ambientalista, che vuole il contrario".
 
I nati da genitori non coniugati (quasi 140 mila nel 2015) sono sempre in crescita e rappresentano il 28,7% del totale delle nascite superando il 31% al Centro-Nord, quasi 1 bimbo su 3. Sta cambiando la società Gotti Tedeschi, e come sta cambiando? Queste scelte private economicamente quale forma assumeranno? 
"Ho cercato di dare una sintetica spiegazione sopra parlando di cultura anti famiglia naturale, perché inventata dalla religione. Ma, visto che lei vuole insistere su questa domanda , le “sparo” senza mezzi termini la mia opinione. Tutta questa situazione di convivenze, non-matrimoni, non-figli, e successive scelte etc. è conseguenza di un “degrado morale” non economico, non sociale, neanche culturale. Tutte le miserie economiche, culturali, sociali sono conseguenza della miseria morale. E’ questa che va affrontata e risolta prima delle altre, e questo è il primo compito della Chiesa, che prima di occuparsi di miseria socio-economica facendo la onlus , dovrebbe occuparsi di quella spirituale-morale. Se non si vince la superbia, l’egoismo, l’avidità, l’indifferenza, l’invidia, l’ignavia, ebbene come si può cambiare, in meglio, il mondo? Invece di occuparsi di ambientalismo, meglio sarebbe che la Chiesa insegnasse agli ignoranti, ammonisse i peccatori, consigliasse i dubbiosi... devo andare avanti?".
 
A Padoan, visti questi dati, vorrebbe dire qualcosa?
"Caro Renzi e caro  Padoan, voi  avete una collega bravissima, il Ministro Lorenzin, ascoltatela e appoggiatela. Per il  bene del Paese".
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