Operaio morto in cava, dopo il dolore la protesta. Sciopero per sicurezza

29 novembre 2016 ore 16:43, Americo Mascarucci
Dopo il dolore la protesta.
Mauro Giannetti, 46 anni è morto schiacciato da una lastra di due tonnellate mentre stava lavorando nella cava 5 di Torano, in provincia di Carrara. E’ morto lasciando una moglie in dolce attesa. 
Oggi i cavatori colleghi del defunto hanno incrociato le braccia in segno di protesta contro la mancanza dei requisiti di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Mauro Fuso segretario regionale della Cgil Toscana e Paolo Gozzani, segretario generale della Cgil di Massa Carrara, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta: 
"Ci sono luoghi di lavoro dove non si rispettano i requisiti minimi per la sicurezza nel lavoro e ci sono lavori dove il rischio è molto alto. Di lavoro c’è bisogno per vivere, di lavoro non si deve morire. Nonostante le denunce degli ultimi mesi e le iniziative intraprese dalla Regione Toscana, a Carrara si continua a morire nelle cave di marmo. L’ultimo incidente mortale di oggi ci fa urlare di sdegno. Ci sono luoghi di lavoro dove non si rispettano i requisiti minimi per la sicurezza e ci sono lavori dove il rischio è molto alto. Per salvare il lavoro e la vita dei lavoratori quando mancano i requisiti di sicurezza bisogna avere il coraggio di chiudere le attività fino al ripristino non del minimo, ma del massimo di sicurezza possibile. Di lavoro c’è bisogno per vivere, di lavoro non si deve morire. Purtroppo gli infortuni sul lavoro si susseguono nel nostro Paese con una frequenza allarmante, è assolutamente prioritario invertire con forza questa sequenza mortale. E’ un compito di tutti e in particolare di chi, come il Governo, ha strumenti e poteri per intervenire con messaggi netti così come indicato spesso dal Presidente della Repubblica".

Operaio morto in cava, dopo il dolore la protesta. Sciopero per sicurezza
Solidarietà alla famiglia di Mauro Giannetti è stata espressa da Fabrizio Palla, capogruppo Lapidei Confindustria Toscana Nord:
 
"Crediamo che sia veramente arrivato il momento di dire ora basta. Dobbiamo impegnarci tutti quanti affinché vengano azzerati gli incidenti sul lavoro nel nostro settore. Per questo motivo, siamo convinti che il percorso intrapreso con il Comitato paritetico marmo della Provincia di Lucca ed Asl possa rappresentare un acceleratore importante del miglioramento della sicurezza sul lavoro". 
Da alcuni mesi aziende, Comitato paritetico e Asl si incontrano per la definizione di corrette procedure di lavoro in sicurezza, sia al monte che al piano. 
"Gli imprenditori di Confindustria Toscana Nord - prosegue Palla - vogliono arrivare più presto possibile alla definizione di regole chiare, che vengano rispettate da tutti e fatte rispettare a tutti. Nonostante dal 2013 ad oggi nella Provincia di Lucca siano stati formati oltre 800 lavoratori, non dobbiamo mollare: il tema della diffusione a tutti i livelli della cultura della sicurezza resta al vertice delle nostre agende e, pertanto, rinnoviamo il nostro impegno nel continuare ad investire in azioni strutturate e capillari".

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