Nuti (M5S): «I renziani? Un bluff, votano come ordina il Pd. Napolitano non è più il garante di tutti»

29 ottobre 2013 ore 13:44, Francesca Siciliano
Nuti (M5S): «I renziani? Un bluff, votano come ordina il Pd. Napolitano non è più il garante di tutti»
Beppe Grillo, con un blitz a sorpresa in Senato, ieri è tornato a parlare: del capo dello Stato, del governo, del referendum sul reato di clandestinità. E ha presentato la nuova “Applicazione di democrazia digitale”, una piattaforma sulla quale «verranno caricate le proposte di legge del M5S alle quali i cittadini potranno proporre degli emendamenti, successivamente anche i cittadini potranno presentare proposte», dice Riccardo Nuti, già capogruppo pentastellato a Montecitorio intervistato da IntelligoNews. Non solo i nuovi strumenti di democrazia on line nel discorso del leader 5Stelle; è un vero e proprio aut aut quello che lancia da Palazzo Madama: «Ci sentiamo messi nell'angolo, i nostri emendamenti non approdano neppure in commissione. Se al prossimo giro non andremo al governo non ci ricandideremo più». “Cittadino” Nuti, vi sentite messi da parte anche se siete stati voi stessi a non voler entrare a far parte del governo? «Saremmo dovuti entrare nel governo con chi ruba, asseconda la legge sulle slot machine, o si tira indietro sull'abolizione del finanziamento sugli F35 e i cacciabombardieri perpetrando questo spreco? Assolutamente no. Ricorda che Pd e Pdl, in campagna elettorale, sostenevano di voler eliminare le ingenti spese militari? Alla prova del voto hanno fatto esattamente il contrario proprio perché Pd e Pdl, al contrario di quello che appare, sono compatibili, hanno la stessa visione del mondo e lo stesso programma: è per questo che si sono alleati. Noi siamo incompatibili con loro, abbiamo una diversa visione del mondo. Loro fanno finta di voler cambiare le cose, noi stando in Parlamento le vogliamo cambiare veramente. Quindi, se non vinciamo le prossime elezioni e non riusciamo ad andare al governo, a nostro avviso non conviene continuare a restare in Parlamento». Considerando che non fareste alleanze alle prossime elezioni dovreste fare “il botto”, come dice Grillo. «Dovremmo prendere il 51% dei seggi, ma non di voti: prova lampante ne è il Pd che ha la maggioranza dei seggi pur avendo ottenuto il 27% di voti, grazie al premio di maggioranza. Al M5S basterebbe un 35%, una percentuale fattibile da ottenere visti i non risultati che stanno ottenendo gli altri partiti al governo». Vi accusano di non aver fatto altro che portare avanti contestazioni sensazionalistiche (come il salire sul tetto di Montecitorio o l’ostruzionismo prolungato in Aula). Come vi scrollerete di dosso l’etichetta di “partito-del-no-a-prescindere”? «Continuando a dimostrare che le proposte portate avanti in campagna elettorale sono state effettivamente presentate in Parlamento, non avendole utilizzate come slogan. C'è chi al momento di raccogliere i voti ha proposto delle questioni e che alla prova del voto ha fatto esattamente il contrario. Faccio riferimento, ad esempio, alle nostre proposte economiche: tutte hanno una copertura di bilancio; e anche per quando riguarda l'abolizione del finanziamento pubblico: la nostra proposta è seria e concreta, non una “legge truffa” come quella fatta dalla maggioranza. Si rende conto, poi, di quel che stanno facendo con la deroga dell'articolo 138? Trincerandosi dietro la parola “riforme” hanno creato un comitato di 40 persone per stravolgere la nostra Carta. Con la scusa della riduzione del numero dei parlamentari (aspetto sul quale noi del M5S siamo d'accordo) ci stanno trascinando verso il presidenzialismo e verso l'eliminazione di qualsiasi funzione del Parlamento. In pratica: fare le elezioni sarà inutile. Il nostro salire sul tetto, dunque, è stato l'ennesimo gesto da fare per denunciare lo stupro della Costituzione che sta operando la maggioranza, renziani compresi». Non crede quindi che i renziani rappresentino il nuovo corso del Pd? «Noi non l'abbiamo mai creduto: loro lo fanno credere, soprattutto quando parlano in tv. Si spacciano per rottamatori e da come parlano sembra quasi che non si trovino in Parlamento. Invece sono lì, e votano le “porcate” esattamente come tutti gli altri». Grillo ha chiesto il referendum sul reato di clandestinità. Lei è d'accordo? «A mio avviso il reato di clandestinità non rappresenta l'unico problema sull'immigrazione perché comunque non risolverebbe il problema. Questo tema va affrontato in maniera seria e decisa e si continua a far finta di non capirlo. Ho preparato un'interrogazione a riguardo: tra il 2007 e il 2013 l'Ue ci ha dato circa 470milioni di euro per le politiche sull'immigrazione, ma più del 50% di questi fondi li abbiamo restituiti all'Europa. Il problema mi sembra di capire che siamo noi, che non sappiamo sfruttarli e utilizzarli a dovere. E questo perché le Istituzioni e le Amministrazioni preposte sono piene di gente incompetente che utilizza le risorse per scopi poco leciti. In questo il reato di clandestinità mi sembra influisca ben poco». Siete tornati ad invocare l'impeachment nei confronti del capo dello Stato. Crede ci siano davvero i presupposti? «Napolitano sta avallando questa maggioranza e sta violando la Costituzione derogando l’articolo 138: già questo basterebbe dal momento che dovrebbe esserne il garante. Le riforme vanno fatte dalla maggioranza e dall'opposizione, insieme! Ricercando i punti in comune e una sintesi. Questo non accade, infatti il capo dello Stato ha convocato i capigruppo della maggioranza per parlare della legge elettorale tenendo fuori tutti gli altri». Il giorno dopo voi avete rifiutato il suo invito. «Certo, perché Napolitano a quanto pare non conosce l'abc: si è scordato del fatto che la riforma della legge elettorale è una di quelle manovre che va discussa in Parlamento, non direttamente con lui?». Il suo è stato un monito al fine di accelerare sulla strade delle riforme. «Se avesse davvero voluto accelerare su questa strada avrebbe dovuto utilizzare i metodi stabiliti dalla nostra Costituzione; avrebbe dovuto mandare un messaggio alle Camere per spronare il Parlamento, in toto, ad accelerare. Senza tornare a parlare di bipolarismo visto che attualmente i poli sono tre: Pd, Pdl e 5Stelle. È vero che Pd e Pdl sono la stessa cosa, ma purtroppo ancora si presentano separati per prendere in giro la gente. Tra l'altro, posso aggiungere una cosa?». Prego. «Quando mai si è sentito un Presidente della Repubblica dire: “Il MoVimento 5 Stelle se ne frega della gente”? È grave l'attacco da parte del capo dello Stato nei confronti di un partito politico». Non si è mai sentito neppure il leader del primo partito d'Italia (Beppe Grillo) che in più occasioni ha sfiorato il reato di vilipendio nei confronti del capo dello Stato, non trova? «In questo Paese c'è molta ipocrisia, e anziché dire le cose come stanno ci si gira intorno. Il difetto del MoVimento, forse, è quello di essere molto più esplicito rispetto agli altri partiti. Ma i vari Brunetta e Speranza hanno detto anche cose ben peggiori, ma siccome vestono in giacca e cravatta ed usano un linguaggio aulico, per loro questo non vale?».
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