Dai microchip alle Stroke Unit, la giornata mondiale della lotta all'ictus tra prevenzione e novità

29 ottobre 2015, Andrea Barcariol
Dai microchip alle Stroke Unit, la giornata mondiale della lotta all'ictus tra prevenzione e novità
Colpisce ogni anno 15 milioni di persone nel mondo, 200.000 soltanto in Italia. Si tratta dell’ictus cerebrale, la morte di cellule cerebrali prodotta dall’occlusione di un’arteria del cervello a causa di un coagulo di sangue che ne impedisce il flusso normale o dalla rottura di un’arteria che provoca emorragia cerebrale.

Per sensibilizzare i cittadini sulle modalità di prevenzione, sui fattori di rischio e sui corretti stili di vita, ogni anno, il 29 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale giunta all’VIII edizione. Alle nuove indicazione riportate dal decreto Lorenzin del 2 aprile 2015 sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera italiana, impongono un aumento del numero delle Stroke Unit presenti sul territorio italiano, per questo la Società Italiana di Neurologia ha deciso di partire con programmi di formazione per la figura del neuro interventista.
Dai microchip alle Stroke Unit, la giornata mondiale della lotta all'ictus tra prevenzione e novità

“In questo nuovo scenario terapeutico emerge la figura del neuro interventista, uno specialista che possiede tutte le competenze necessarie per effettuare la trombectomia e che affianca il neurologo nella cura del paziente” - spiega  Domenico Inzitari, direttore della Stroke Unit dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze e Professore Ordinario presso la Clinica Neurologica dell'Università di Firenze - La SIN sta lavorando proprio a progetti di formazione su questa “specialità” attraverso il finanziamento di Master di II livello rivolti a tutti gli operatori coinvolti, dai neurologi ai neurochirurghi, dai neuro radiologi ai radiologi”.

Fondamentale per ridurre disabilità e mortalità sono i tempi del trattamento post ictus, ma sono allo studio anche altri tipo di soluzioni, come un microchip sottopelle che individua le aritmie che segnalano l’ictus. Progettato dall’Università Cattolica di Roma serve per monitorare costantemente l’attività cardiaca ed, eventualmente, chiamare subito il medico. Sull’ictus sono stati fatte ricerche di tutti i tipi, alcune anche molto “curiose”. Secondo uno studio pubblicato dalla prestigiosa rivista Heart, ad esempio, chi mangia cioccolato con regolarità ha evidenziato un rischio di ictus  più basso del 23%.



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