Unioni civili, scoppia il caso Deodato: ha ragione il giudice? Il sondaggio

29 ottobre 2015, intelligo
Unioni civili, scoppia il caso Deodato: ha ragione il giudice? Il sondaggio
"Giurista, cattolico, sposato e padre di due figli. Uomo libero e osservatore indipendente di politica, giurisdizione, costumi, società". Così si definisce sul suo profilo Twitter il giudice Carlo Deodato, relatore della sentenza del Consiglio di Stato che boccia le trascrizioni fatte dai sindaci italiani di nozze gay contratte all'estero. Deodato sul suo account ritwitta proclami delle 'Sentinelle in piedi' - segnalano gli avvocati di Avvocatura per i diritti Lgbti Rete Lenford - , notoriamente schierate contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso e contrarie al ddl Cirinnà sulle unioni civili.

Il punto, però, è la legge. Come scrive il nostro direttore, Fabio Torriero, in un editoriale "la sentenza del Consiglio di Stato è coerente con la legge e con la nostra Costituzione (non esistono matrimoni gay, i matrimoni sono tra un uomo e una donna). Accostare il tema e le scelte cattoliche di Deodato è puramente pretestuoso, strumentale e ideologico".

C'è chi, però, la pensa in modo diverso. Allora chiediamo a voi lettori: chi la vittima, chi il carnefice? Il giudice ha solo fatto rispettare la legge, oppure il suo pensiero ha prevalso? O ancora è proprio Deodato ad essere vittima della cosiddetta lobby gay?
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