Campania "rosa", ma De Luca non ama "l'impresentabile" Bindi. E Boschi: "Chieda scusa"

29 ottobre 2015, Marta Moriconi
Campania 'rosa', ma De Luca non ama 'l'impresentabile' Bindi. E Boschi: 'Chieda scusa'
Sei donne su otto assessori, tutti docenti: con la nuova giunta regionale Vincenzo De Luca si presentava agli elettori, e ai detrattori, tingendo di "rosa" il suo impegno politico  a volte un po' rude e spesso divisivo. 

E chissà oggi i suoi (le sue) assessori Serena Angioli (Fondi europei), Livia D'Alessio (Bilancio), Valeria Fasciobe (Start up e internazionalizzazione), Lucia Fortina (Scuola e parti opportunità), Chiara Marciani (Formazione e lavoro), Sonia Palmieri (Patrimonio e risorse), come commenterebbero l'ultima polemica che si abbatte sul governatore campano. Più che un attacco alla donna, l'attacco è al ruolo che questa donna ricopre. 

Al centro delle critiche ci sono le frasi pronunciate contro la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, con la quale lui non va d'accordo, ma da sempre, anzi da quando la dem di ferro lo aveva definito "impresentabile". E lui di tutta risposta l'aveva querelata spiegando così a Lilli Gruber a "Otto e mezzo": «L’ho querelata per un atto che considero infame. Ha violato più di una regola, l’unica impresentabile è lei. All’onorevole Bindi rimprovero la sua stessa esistenza".

Apriti cielo. 

Il Pd tutto alza su le barricate e chiede le scuse del governatore. Comincia il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, che chiede di tenere "distinta la polemica politica (legittima) dagli insulti personali, comunque sempre sbagliati e inopportuni. De Luca doveva pertanto evitare parole come quelle indirizzate alla collega Bindi". Per il vicepresidente della commissione Antimafia, Claudio Fava, De Luca usa "lo stesso linguaggio della camorra". Non ultima anche il ministro per le Riforme costituzionali Maria Elena Boschi dà una "sgrullata" al governatore: "Stimo De Luca e lo considero un governatore molto capace. Ma le frasi su Rosy Bindi sono inaccettabili. Mi auguro che arrivino le sue scuse".
I renziani a questo punto lanciano le loro frecce: ci pensa Ernesto Carbone, della segreteria nazionale del Pd: "La polemica politica anche aspra è consentita, l'offesa personale e gratuita no. Per questa ragione considero sbagliate le parole rivolte da Vincenzo De Luca a Rosy Bindi. Esprimo perciò a Rosy Bindi la mia solidarietà e l'augurio che tutto possa essere riportato nei binari più consoni della dialettica politica. Legittima, ripeto, tra compagni di partito ma che non deve mai trascendere nell'insulto." 

 D’accordo il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini: "Si possono avere opinioni diverse sulle vicende di alcuni mesi fa, sulle quali mi sono trovato ad esprimermi, ma non si possono utilizzare parole ed espressioni come quelle che De Luca ha usato nei confronti di Bindi. È sbagliato offendere le persone per sostenere le proprie convinzioni".

E anche la fedelissima di Matteo, Simona Bonafè, condivide: "Insultare Rosi Bindi non è il modo di sostenere le proprie idee. Vincenzo De Luca ha sbagliato perché il dibattito politico può essere anche aspro, ma non può mai scadere nell'attacco personale. A Rosi Bindi la mia piena solidarietà e vicinanza". 
Stessa trama, stesse dichiarazioni. Chissà se a De Luca, "eversivo" come dem, non faccia sorridere la polemica politica dei pasdaran. 


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